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Hollywood contro l’AI, pronta una campagna con star della musica e del cinema

22 Gennaio 2026 - 11:50 Gabriele Fazio
L'iniziativa contro il "furto" dell'arte messo in atto dall'intelligenza artificiale è organizzata dalla Human Artistry Campaign, un'associazione composta da un mix di sindacati che rappresentano creator, gruppi per i diritti degli artisti e associazioni di categoria

Hollywood punta il dito contro l’Intelligenza Artificiale: nelle prossime ore verrà lanciata una gigantesca campagna guidata da alcuni dei volti più importanti dello showbiz a stelle e strisce. Tutti messi insieme dalla Human Artistry Campaign, un’associazione composta da un mix di sindacati che rappresentano creator, gruppi per i diritti degli artisti e associazioni di categoria come la Writers Guild of America, la Recording Industry Association of America, The NewsGuild, la NFL Players Association e SAG-AFTRA. In pratica: tutti. Da Scarlett Johansson, Cate Blanchett e Joseph Gordon-Levitt a Jennifer Hudson, Kristen Bell, Michele Mulroney, Sean Astin e Vince Gilligan. E ancora Cyndi Lauper, Martina McBride e band come MGMT, One Republic, REM e OK Go, così come gli autori George Saunders, Jodi Picoult, Roxane Gay e Jonathan Franzen.

Il messaggio

Il primo claim che accompagnerà la campagna contro il presunto (urge sottolinearlo) furto di massa di opere create dall’uomo da parte delle aziende tecnologiche, allo scopo di produrre strumenti che potrebbero teoricamente competere con i veri creativi, recita così: «Le grandi aziende tecnologiche stanno cercando di cambiare la legge per poter continuare a rubare l’arte americana per costruire le loro attività di intelligenza artificiale, senza autorizzazione e senza pagare chi ha svolto il lavoro. Questo è sbagliato; è antiamericano ed è un furto su larga scala. I seguenti creatori sono tutti d’accordo. E tu? Se sì, unisciti a noi».

La soluzione proposta

L’immagine lustrata che arriva al pubblico dalle riviste patinate, i film, i siti di gossip e la tv spesso fa dimenticare che, nonostante lautamente pagate, anche le grandi star svolgono una professione riconosciuta, una professione messa a serio rischio dall’Intelligenza Artificiale. La Human Artistry Campaign infatti non propone una soppressione dell’AI ma pretende la possibilità di consentire ai creatori di scegliere di non sottoporre i propri progetti alla formazione sull’intelligenza artificiale generativa. In pratica di non partecipare all’educazione dell’Intelligenza Artificiale. «La vera innovazione – ha dichiarato in una nota Moiya McTier, consulente senior della Human Artistry Campaign – nasce dalla motivazione umana a cambiare le nostre vite. Fa avanzare le opportunità, stimolando al contempo la crescita economica e creando posti di lavoro. Ma le aziende di intelligenza artificiale stanno mettendo a repentaglio la carriera degli artisti, sfruttando la loro arte praticata, utilizzando l’arte umana e altre opere creative senza autorizzazione per accumulare miliardi di profitti aziendali».

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