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Cucinelli: «Valentino chiedeva lo sconto in boutique». Giammetti si arrabbia: «Non lo ha mai conosciuto»

25 Gennaio 2026 - 11:04 Alba Romano
valentino cucinelli
valentino cucinelli
L'imprenditore del tessile, che aveva raccontato l'aneddoto in un'intervista, replica: «Battuta scherzosa»

L’imprenditore del tessile Brunello Cucinelli, ospite a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, aveva raccontato che con lo stilista Valentino, appena scomparso aveva un rapporto «buono» e che lo stilista «vestiva molte nostre cose e quando era in boutique mi chiamava» e diceva: «“Mi puoi fare lo sconto?”». Al che Cucinelli ha raccontato che gli rispondeva: «Maestro, ci mancherebbe che non glielo faccia, per me è un onore». Parole che non sono andate giù a Giancarlo Giammetti, socio storico dello stilista morto a 93 anni. Su Instagram ha replicato a quelle parole.

«Valentino non ha mai conosciuto né chiamato Cucinelli»

«Valentino non ha mai conosciuto né chiamato Cucinelli – ha scritto – Io non l’ho neanche visto al funerale…Forse era troppo occupato a parlare con la stampa», ha spiegato Giammetti sui social.

La retromarcia di Cucinelli

Contattato dall’ANSA, il re del cashmere ha poi replicato: «Ho detto una battuta scherzosa perché la consideravo tale, ma Valentino è stato il padre della moda italiana insieme al grande Giorgio Armani e Gianni Versace che – ahimè – ha perso la vita presto. La moda italiana fino agli anni ’60 era un po’ maschile, i sarti famosi, no? Loro sono stati i nostri padri e ho grandissima stima di loro. Poi mi hanno chiesto un ricordo e ho pensato fosse una cosa molto carina che lui indossasse i nostri capi, ero onorato di vederli in mano a un grande maestro della moda. Mi spiace un pochino che ci siano rimasti male, ma non volevo minimamente offendere nessuno. Anzi». Ma vi conoscevate? «Fisicamente no – risponde -. Lui era nostro cliente nei negozi insieme a Giammetti, e quando erano lì telefonavano. Ma io trovavo una cosa estremamente carina e nobile che loro indossassero le nostre cose. Sono rimasto un po’ così perché l’ho considerato un grande maestro. Ho sempre pensato seriamente che fosse uno dei nostri geni del ventesimo secolo, l’ho scritto anche il giorno della sua scomparsa». Nel suo necrologio, l’imprenditore aveva scritto: «Alla memoria e all’onore del nostro straordinario Valentino, geniale artista che sempre ha amato il lavoro, la bellezza e la raffinatezza; simbolo prestigioso della moda italiana del ventesimo secolo, va il più alto pensiero della mente e il più commosso sentimento del cuore. Il creato lo accolga nel suo grande splendore». 

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