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Gli sciacalli che hanno derubato Davide Borgione a terra sono due. Il padre: «Non sono umani»

27 Gennaio 2026 - 06:13 Alessandro D’Amato
davide borgione sciacallo torino
davide borgione sciacallo torino
Indagati per furto e omissione di soccorso. Ancora mistero sui motivi della morte del 19enne

Gli sciacalli erano due e sono stati già individuati. Davide Borgione era a terra, caduto dalla bici e forse già morto, ma loro quando si sono avvicinati al 19enne non hanno tentato di aiutarlo. Gli hanno invece sfilato dalla tasca posteriore dei pantaloni il portafoglio. Davide era steso sull’asfalto di via Nizza a Torino. Un filmato girato dalla telecamera di sorveglianza che monitora quella zona di San Salvario li ha ripresi. Hanno frugato nelle tasche e nel giubbotto. Fino a trovare il portafogli. Poi sono saliti su un’auto e se ne sono andati.

Furto e omissione di soccorso

La pm Delia Boschetto e gli investigatori sono risaliti alla targa e hanno anche analizzato i tabulati telefonici per risalire al proprietario dell’auto e al passeggero. Entrambi dovranno rispondere dei reati di furto e omissione di soccorso. Si tratta di due cittadini torinesi. Rimane ancora un mistero la morte di Davide. Nelle immagini si vede un’altra auto che percorrendo via Nizza in direzione di Porta Nuova urta il corpo di Borgione già accasciato in via Nizza. Anche quell’automobilista è stato denunciato per omissione di soccorso. Ha detto agli agenti di non essersi accorto del corpo. Soltanto il terzo veicolo si è fermato e il conducente ha chiamato i soccorso.

Il padre

Il risultato dell’esame necroscopico potrebbe rivelare se “Borgi”, come lo chiamavano gli amici, sia caduto dopo essere stato colpito da un malore. Un’ipotesi abbastanza remota per uno sportivo che non aveva mai avuto problemi di salute. Intanto La Stampa intervista Fabrizio Borgione, il padre di Davide. Informatico di 58 anni, insieme alla moglie Angela e agli altri due figli Mario e Arianna, di 31 e 17 anni, dice che «quando gli agenti della polizia municipale mi hanno detto che a Davide qualcuno aveva rubato il portafoglio sono rimasto choccato, mi sembrava impossibile. Ma come si fa a derubare un ragazzo in fin di vita sulla strada ? Come si fa a non pensare di aiutarlo, chiamare i soccorsi. Davvero sono senza parole, impietrito. Come tutta la mia famiglia».

Quella sera

Tre anni fa era già morto il loro primogenito Andrea, vice comandante della polizia municipale di Vercelli, stroncato da un infarto.Quella sera è l’ultima volta che ha visto il figlio: «Si….l’avevo accompagnato a ballare. Ci mancherà, come ci manca Andrea. La perdita di un figlio è contro natura, è un dolore che non si supera mai. L’altra volta, però, è stato un malore. Stavolta qualcuno ce l’ha portato via…». Sul casco che non indossava: «L’aveva lasciato a casa perché andava a ballare quella sera. Ma, quando aveva il monopattino lo metteva sempre. Quella notte stava tornando come aveva fatto chissà quante volte, su quelle bici che non raggiungono nemmeno chissà quale velocità. Aveva pure il diritto di divertirsi. Ora vedremo cosa diranno i risultati dell’autopsia».

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