Ue-India, firmato l’accordo sul libero scambio a Nuova Delhi. Von der Leyen: «Abbiamo fatto la storia». Cosa prevede l’intesa

«Europa e India stanno scrivendo oggi una pagina di storia». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Nuova Delhi, annunciando il raggiungimento dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India. «Abbiamo concluso l’intesa più importante di sempre – afferma – creando una zona di libero scambio che coinvolge due miliardi di persone e porterà vantaggi a entrambe le parti. Questo è solo l’inizio: rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione strategica». Soddisfatto anche il primo ministro indiano, Narendra Modi, che definisce l’intesa «una partnership per il bene globale. Nel mondo c’è confusione e la nostra intesa rafforzerà la stabilità», conclude il primo ministro indiano che ha, inoltre, sottolineato come l’accordo rappresenti il più ampio mai firmato dall’India.
pic.twitter.com/C7L1kQQEtr— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) January 27, 2026
Cosa prevede l’accordo?
L’intesa, frutto di negoziati durati vent’anni e rilanciati nel 2021, coinvolgerà circa due miliardi di persone e rappresenterà quasi il 25% del Pil mondiale. È considerato un’intesa di portata trasformativa, pensata per generare benefici progressivi e duraturi nel tempo. Un mercato finora caratterizzato da dazi molto elevati verrà aperto, garantendo all’Unione europea un accesso privilegiato in comparti in cui è particolarmente competitiva: dall’agricoltura (vini, superalcolici, olio d’oliva) con la tutela delle indicazioni geografiche, ai servizi finanziari e delle telecomunicazioni, fino al settore automobilistico.
Dai vini alle auto, quali dazi verranno ridotti?
Facciamo qualche esempio: i dazi sui vini di alto valore caleranno dal 150% al 20%, i liquori e la birra dal 110% al 40%, l’olio d’oliva dal 45% a 0% e gli alimenti trasformati (ad esempio pasticceria, pasta, cioccolato) dal 50% allo 0%. Tra i principali beneficiari dell’intesa ci sono, inoltre, le case automobilistiche europee, che potranno contare su una riduzione graduale dei dazi indiani dal 110% al 10%, al rispetto di specifiche condizioni.
Saranno inoltre in gran parte eliminati i dazi doganali che arrivano fino al 44% sui macchinari, al 22% sui prodotti chimici e all’11% sui prodotti farmaceutici. La riduzione riguarderà inoltre il settore dell’ottica e delle apparecchiature mediche, coprendo il 90% dei prodotti, oltre a plastica, perle, pietre preziose e metalli – con l’azzeramento dei dazi per il 20% delle voci e una riduzione per un ulteriore 36% – così come ferro e acciaio, aerei e veicoli spaziali.
La partnership su sicurezza e difesa
L’intesa include anche una partenership in sicurezza e difesa, cruciale per un Paese che intende diversificare la propria dipendenza dagli armamenti russi, attualmente all’80%. La collaborazione – la terza in Asia dopo Giappone e Sud Corea, alleati storici dell’Occidente – aprirebbe in teoria la via al programma SAFE, benché la prospettiva sia definita per ora «prematura» dagli addetti ai lavori.
L’India, inoltre, porta a casa un memorandum of understanding sulla mobilità delle persone, dedicata ai tecnici di alto livello, studenti, ricercatori e lavoratori stagionali. Sul versante tecnico, l’accordo gestisce questioni complesse. Per l’India, che sta uscendo dal Sistema di Preferenze Generalizzate (GSP) dell’Ue, l’FTA è vitale per mantenere l’accesso al mercato europeo.
L’obiettivo strategico
La politica commerciale – competenza esclusiva della Commissione – diventa quindi uno strumento geopolitico cruciale in un contesto di rivalità tra Washington e Pechino e dopo le vulnerabilità esposte dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. L’obiettivo strategico finale è duplice: da un lato, fare dell’India un hub manifatturiero alternativo alla Cina, contribuendo alla strategia di “de-risking” e resilienza delle catene di approvvigionamento dell’Ue; dall’altro, consolidare un’alleanza tra le due maggiori democrazie mondiali, creando un volano per gli investimenti e una piattaforma per cooperazioni future anche infrastrutturali, come il corridoio IMEC (Indopacifico-Mediterraneo). L’intesa, insieme a quella con il Mercosur, non è un punto di arrivo – evidenziano diversi interlocutori – ma l’inizio di un più profondo riallineamento geopolitico ed economico, volto a garantire all’Ue indipendenza, competitività e influenza in un mondo multipolare.
Foto copertina: ANSA/RAJAT GUPTA | La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il pirmo ministro dell’India, Narendra Modi, e il presidente del Consiglio europeo, Andrea Costa, 27 gennaio 2026
