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Ue-India, firmato l’accordo sul libero scambio a Nuova Delhi. Von der Leyen: «Abbiamo fatto la storia». Cosa prevede l’intesa

27 Gennaio 2026 - 10:19 Anna Clarissa Mendi
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Concluso l’accordo sugli scambi commerciali dopo un ventennio di trattative. Soddifatto anche il primo ministro indiano: «Una partnership per il bene globale»

«Europa e India stanno scrivendo oggi una pagina di storia». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Nuova Delhi, annunciando il raggiungimento dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India. «Abbiamo concluso l’intesa più importante di sempre – afferma – creando una zona di libero scambio che coinvolge due miliardi di persone e porterà vantaggi a entrambe le parti. Questo è solo l’inizio: rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione strategica». Soddisfatto anche il primo ministro indiano, Narendra Modi, che definisce l’intesa «una partnership per il bene globale. Nel mondo c’è confusione e la nostra intesa rafforzerà la stabilità», conclude il primo ministro indiano che ha, inoltre, sottolineato come l’accordo rappresenti il più ampio mai firmato dall’India.

Cosa prevede l’accordo?

L’intesa, frutto di negoziati durati vent’anni e rilanciati nel 2021, coinvolgerà circa due miliardi di persone e rappresenterà quasi il 25% del Pil mondiale. È considerato un’intesa di portata trasformativa, pensata per generare benefici progressivi e duraturi nel tempo. Un mercato finora caratterizzato da dazi molto elevati verrà aperto, garantendo all’Unione europea un accesso privilegiato in comparti in cui è particolarmente competitiva: dall’agricoltura (vini, superalcolici, olio d’oliva) con la tutela delle indicazioni geografiche, ai servizi finanziari e delle telecomunicazioni, fino al settore automobilistico.

Dai vini alle auto, quali dazi verranno ridotti?

Facciamo qualche esempio: i dazi sui vini di alto valore caleranno dal 150% al 20%, i liquori e la birra dal 110% al 40%, l’olio d’oliva dal 45% a 0% e gli alimenti trasformati (ad esempio pasticceria, pasta, cioccolato) dal 50% allo 0%. Tra i principali beneficiari dell’intesa ci sono, inoltre, le case automobilistiche europee, che potranno contare su una riduzione graduale dei dazi indiani dal 110% al 10%, al rispetto di specifiche condizioni.

Saranno inoltre in gran parte eliminati i dazi doganali che arrivano fino al 44% sui macchinari, al 22% sui prodotti chimici e all’11% sui prodotti farmaceutici. La riduzione riguarderà inoltre il settore dell’ottica e delle apparecchiature mediche, coprendo il 90% dei prodotti, oltre a plastica, perle, pietre preziose e metalli – con l’azzeramento dei dazi per il 20% delle voci e una riduzione per un ulteriore 36% – così come ferro e acciaio, aerei e veicoli spaziali.

La partnership su sicurezza e difesa

L’intesa include anche una partenership in sicurezza e difesa, cruciale per un Paese che intende diversificare la propria dipendenza dagli armamenti russi, attualmente all’80%. La collaborazione – la terza in Asia dopo Giappone e Sud Corea, alleati storici dell’Occidente – aprirebbe in teoria la via al programma SAFE, benché la prospettiva sia definita per ora «prematura» dagli addetti ai lavori.

L’India, inoltre, porta a casa un memorandum of understanding sulla mobilità delle persone, dedicata ai tecnici di alto livello, studenti, ricercatori e lavoratori stagionali. Sul versante tecnico, l’accordo gestisce questioni complesse. Per l’India, che sta uscendo dal Sistema di Preferenze Generalizzate (GSP) dell’Ue, l’FTA è vitale per mantenere l’accesso al mercato europeo.

L’obiettivo strategico

La politica commerciale – competenza esclusiva della Commissione – diventa quindi uno strumento geopolitico cruciale in un contesto di rivalità tra Washington e Pechino e dopo le vulnerabilità esposte dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. L’obiettivo strategico finale è duplice: da un lato, fare dell’India un hub manifatturiero alternativo alla Cina, contribuendo alla strategia di “de-risking” e resilienza delle catene di approvvigionamento dell’Ue; dall’altro, consolidare un’alleanza tra le due maggiori democrazie mondiali, creando un volano per gli investimenti e una piattaforma per cooperazioni future anche infrastrutturali, come il corridoio IMEC (Indopacifico-Mediterraneo). L’intesa, insieme a quella con il Mercosur, non è un punto di arrivo – evidenziano diversi interlocutori – ma l’inizio di un più profondo riallineamento geopolitico ed economico, volto a garantire all’Ue indipendenza, competitività e influenza in un mondo multipolare.

Foto copertina: ANSA/RAJAT GUPTA | La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il pirmo ministro dell’India, Narendra Modi, e il presidente del Consiglio europeo, Andrea Costa, 27 gennaio 2026

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