Calenda litiga con Renzi, si intromette Casalino. L’accusa sull’Ucraina e la propaganda: «Prova a sentire cosa hanno subìto in Donbass»

Nell’ennesimo battibecco tra Matteo Renzi e Carlo Calenda, ideatori e distruttori del fu Terzo Polo, spunta Rocco Casalino. L’ex portavoce di Giuseppe Conte, che a breve comincerà la sua nuova avventura da direttore di un giornale online, si è intromesso in uno scontro via social tra il leader di Azione e quello di Italia Viva. Tutto comincia con un’intervista rilasciata da Renzi a Repubblica, in cui dice: «Calenda non va a destra, perché non lo seguono nemmeno in famiglia. Persino Richetti ha minacciato di andarsene. Per il momento sta in mezzo, ma arriverà l’ora in cui gli verrà detto: hic Rhodus, hic salta. O stai di qua o di là».
Calenda risponde a Renzi
A rispondergli è lo stesso leader di Azione: «Caro Matteo Renzi, sei un campione di chiacchiere. I fatti sono semplici. Noi siamo rimasti e rimarremo dove gli elettori del Terzo polo ci hanno messo, tu stai supplicando per essere caricato a bordo da Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni dopo esserti vantato di aver mandato a casa Conte e aver promesso mai con i 5S», scrive l’ex ministro su X. E poi aggiunge: «Noi siamo andati in Ucraina ogni anno perché sappiamo che lì si combatte per l’Europa, tu non hai mai trovato il tempo di andare, mentre ti scapicolli alla corte di Jared Kushner e dei tuoi datori di lavoro sauditi. Ognuno sceglie i suoi valori e le sue battaglie. Ti auguro il meglio, ma parla delle tue scelte, non delle nostre», continua Calenda, che più tardi – ai microfoni di Un giorno da pecora – definisce Renzi «uno scorpione che rischia di pungersi da solo».
L’incursione di Casalino: «Ascolta anche chi vive nel Donbass»
Ma tra le risposte al post pubblicato da Calenda su X spunta, a sorpresa, un commento di Rocco Casalino, che si concentra sul passaggio dedicato al sostegno all’Ucraina. «Caro Carlo Calenda, invece di limitarti a parlare con gli ucraini a Kiev, perché non provi a sentire anche chi vive nel Donbass e capire cosa hanno subito davvero nel 2014? La verità non è mai una sola del mainstream: ascoltare tutte le campane non è un’opzione, è un dovere».

