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L’ira di Salvini per l’addio di Vannacci: «Conta il popolo, non Re o generali. Sono deluso e amareggiato»

03 Febbraio 2026 - 17:06 Ugo Milano
matteo salvini
matteo salvini
La replica del leader della Lega dopo la rottura ufficializzata dall'eurodeputato con il partito

«Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato». Così il leader della Lega Matteo Salvini risponde all’addio dell’eurodeputato Roberto Vannacci al partito. E lo fa in un lungo post social dove premette tutte le opportunità che il partito ha messo a disposizione dell’ex generale fin da subito. «La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito», scrive Salvini. Che spiega come in passato vedesse un’ampia prospettiva davanti al fianco di Vannacci. «Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni», chiosa.

La delusione del leader della Lega

In queste ore, Vannacci ha ufficializzato la sua rottura definitiva con la Lega in un post sui social. Il suo contenitore politico ora è solo Futuro Nazionale, che sta creando non pochi scontri con il think thank di centrodestra che lo ha accusato di aver copiato il loro logo. Per Salvini, questa operazione è tutta una grande delusione. «Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa», si legge ancora nel lungo post social del vicepremier con diretto riferimento al fatto che Vannacci fosse un generale. «Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini», aggiunge. E conclude: «Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura».

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