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Il caso dell’AI nelle foto degli agenti aggrediti a Torino, tra immagini vere e false

05 Febbraio 2026 - 16:27 David Puente e Juanne Pili
Dai sospetti per l'incontro con Giorgia Meloni all'immagine AI ripresa dalla Polizia di Stato

Dopo la diffusione del video dell’aggressione a un poliziotto al termine del corteo per il centro sociale Askatasuna a Torino, alcuni utenti hanno messo in discussione le immagini dell’incontro in ospedale tra Giorgia Meloni e due agenti feriti, Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti. Secondo questa narrazione, le foto sarebbero state generate con l’Intelligenza artificiale o manipolate, citando presunte anomalie come l’assenza di un cerotto sull’accesso venoso, un braccio dall’aspetto innaturale e dettagli grafici errati sulle divise. Oltre a questa vicenda, circolano altre immagini dubbiose e, a quanto risulta dalle tempistiche, a cascarci è stata anche la Polizia di Stato.

Per chi ha fretta

  • Le immagini della visita di Giorgia Meloni non sono state generate o alterate con l’AI.
  • Nel video originale dell’incontro si vede il cerotto dell’accesso venoso, poco visibile nelle immagini di bassa qualità circolate online.
  • Il braccio dell’agente non presenta anomalie riconducibili all’AI.
  • Una foto diffusa dalla Polizia di Stato risulta generata con l’AI.
  • A diffonderla non è stata inizialmente la Polizia, in quanto circolava già sui social.
  • Altre immagini circolate online sono rielaborazioni artificiali e contengono errori evidenti, come quella dei due agenti che si abbracciano in ospedale.

Analisi

Le immagini contestate vengono condivise insieme a testi che elencano presunte incongruenze cliniche e visive, come l’assenza del cerotto sull’ago venoso o la forma del braccio dell’agente Alessandro Calista, ipotizzando l’uso dell’Intelligenza artificiale per costruire la scena:

Se c’è qualcuno che riesce a darmi delucidazioni forse riuscirò s comprendere. Altrimenti faccio i complimenti alla scienza ARTIFICIALE. 1)Abbiamo un paziente con un accesso venoso senza applicato un cerotto per tenere fermo l’ago,ha fianco notate un leggero gonfiore tipico del fuori vena,se così fosse bisogna avere risposte dai vertici di quella azienda. 2)La maglietta del agente all’altezza della spalla notiamo misure umane,subito dopo sembra che abbia mangiato gli spinaci di Braccio di ferro. Altrimenti dobbiamo immediatamente informare chi costruisce le maglie per questi agenti di ritornare fra i banchi di scuola. 3)Sembra un reparto di degenza dove sono questi uomini,come mai nessuno degli operatori si e prestato a svolgere la propria mansione nella svestizione del paziente. Io purtroppo ho difficoltà a comprendere,magari qualche sostenitore di questo partito ne saprà più di me. Sempre al sostenitore mi rivolgo legga attentamente,in quanto le applico il Condizionale in ciò che chiedo. Non sto insinuando nulla,ma domande lecite in una nazione Democratica.

Il cerotto c’era

Le immagini condivise nei post risultano essere due fotogrammi di un video. Analizzando l’originale, diffuso dall’Agenzia Vista, il cerotto risulta presente, seppur poco visibile.

Un’ulteriore analisi del fotogramma consente di individuare chiaramente il cerotto che fissa l’ago.

Consultando gli scatti pubblicati da Ansa, il cerotto risulta visibile nel braccio di Alessandro Calista.

Per quanto riguarda il braccio dell’agente, questo appare nel video nella stessa maniera, risultando coerente nelle dimensioni e nella posizione. Non emergono elementi che indichino una manipolazione o una generazione artificiale dell’immagine.

L’immagine degli scontri generata con l’AI

Un’immagine è stata ampiamente utilizzata (anche da noi di Open) e mostrerebbe il momento in cui Alessandro Calista viene soccorso dal collega. A condividerla sono stati gli account social della Polizia di Stato, intorno alle ore 14 del 1° febbraio.

Risulta generata dall’Intelligenza Artificiale, considerato soprattutto l’errata generazione della scritta “Polizia” nel casco dell’agente.

Non risulta opera della Polizia di Stato. Attraverso una ricerca inversa, riscontriamo che l’immagine è stata condivisa diverse ore prima da diversi utenti, come nel caso del senatore Manfredi Potenti su X alle ore 9 del mattino del 1° febbraio 2026.

L’analisi effettuata con SynthID, lo strumento di Google per il rilevamento di contenuti generati con la propria AI, ha restituito questo risultato:

Rilevamento SynthID: Lo strumento di verifica ha identificato che parte di questo contenuto è stata generata o modificata tramite l’IA di Google.

*Il primo a rendersene conto è stato il fotoreporter Michele Lapini, pubblicando il seguente post Facebook il 4 febbraio 2026:

Le altre versioni dell’immagine degli scontri

Circola un’altra versione generata della stessa scena. In questo caso, non si vede il volto dell’agente che soccorre Alessandro Calista. Anche in questa versione la scritta “Polizia” sul retro del casco risulta sbagliata.

Questa prima immagine circola almeno dal 31 gennaio 2026 ed è stata pubblicata dall’account Instagram “Sietedeipovericomunisti” alle 20:09:21 UTC, che corrispondono alle 21:09 in Italia.

Come nel caso di Alex Pretti, le immagini dei due agenti risulta generata dall’AI partendo da un fotogramma del video dell’aggressione, probabilmente creata dagli utenti per ottenere un’immagine di maggiore qualità.

Altre immagini generate con l’AI

Sono circolate anche ulteriori foto artificiali, tra cui una che mostra i due agenti abbracciarsi all’interno dell’ospedale.

Si tratta di una rielaborazione dello scatto ufficiale dei due agenti, condivisa dagli account social della Polizia di Stato (a destra).

Oltre all’assenza dell’ago nel braccio destro di Alessandro Calista, la mano sinistra di Lorenzo Virgulti presenta un anello nuziale, di fatto assente nel video e nelle altre foto.

Le immagini diffamatorie e l’avviso legale

Online circolano ulteriori immagini generate con l’AI con lo scopo di deridere o diffamare i due agenti. Una mostra entrambi all’uscita dell’ospedale mentre si baciano.

In un’altra, i due agenti vengono ritratti durante un matrimonio, dove Virgulti indossa l’abito da sposa.

Intanto il legale di Calista, la dottoressa Rachele Selvaggia De Stefanis, ha diramato un comunicato stampa nel quale denuncia la diffusione delle false immagini «costituite da evidenti riproduzioni eseguite con intelligenza artificiale che sono poi state riprese per il montaggio di meme e caricature».

Conclusioni

Le immagini dell’incontro in ospedale tra Giorgia Meloni e gli agenti Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti non risultano generate o alterate con l’Intelligenza artificiale. Diverso il caso di alcune immagini sugli scontri e sul soccorso dell’agente, circolate ampiamente sui social e rilanciate anche da account istituzionali. Accanto a queste, sono state diffuse ulteriori immagini artificiali, anche a carattere diffamatorio.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.

Le immagini generate con l’AI verranno segnalate come “Alterate”. Le teorie sull’incontro con Meloni “Contesto mancante”.

*Aggiornamento ore 22:25 – È stato aggiunta la citazione al post di Lapini.