Crans Montana, parla Jessica Moretti: «Su di noi tante bugie. Viviamo in isolamento». Interrogato il figlioccio: «Mai formato per le emergenze»

«È una situazione complicata, non avremmo mai immaginato, nemmeno nel nostro peggior incubo, che potesse succedere una cosa del genere». Con queste parole Jessica Moretti, titolare del bar Le Constellation insieme al marito Jacques, ha rotto il silenzio mentre a Sion era in corso l’interrogatorio di Jean-Marc Gabrielli, loro figlioccio, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capodanno, in cui sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite. Raggiunta dai cronisti durante una pausa dell’audizione, seduta accanto ai suoi legali Yael Hayat e Patrick Michoud, Moretti è apparsa provata e si è commossa ripensando alla tragedia. Attualmente è indagata insieme al marito, al responsabile comunale per la sicurezza pubblica e a un ex funzionario del Comune svizzero. Nelle scorse ore i due gestori hanno inviato ai dipendenti una lettera di due pagine per spiegare il loro silenzio, imposto dall’indagine e definito «infinitamente pesante e doloroso». Nel testo ricordano i lavoratori deceduti e respingono alcune ricostruzioni circolate in queste settimane, tra cui l’accusa secondo cui Moretti sarebbe scappata con l’incasso durante l’incendio.
«Viviamo in isolamento»
Dal bar Moretti spiega che sono state dette tante bugie, «troppe. Tra queste, che io sarei scappata con la cassa. Falso. Falso. Non sono mai scappata. E non scappo nemmeno ora, perché voglio la verità». La titolare del bar spiega anche che la decisione di scrivere ai propri dipendenti è nata dalla condizione di «isolamento» in cui si trovano, che ha alimentato «molte incomprensioni e bugie». «La lettera era l’unico modo per poter esprimerci con i nostri dipendenti, serve a proteggerci ed è stato un modo per dire loro che non li abbiamo dimenticati e che tutto ciò che viene detto è completamente folle», ha detto Moretti. Poi accenna brevemente a Cyane, la cameriera con il casco che avrebbe inavvertitamente fatto partire l’incendio: «Mi chiamava “tata Jessica”», ricorda.
Il figlioccio: «Non sono stato formato alle emergenze»
Il loro figlioccio Jean-Marc Gabrielli, nonché fidanzato di Cyane, presente al bar prima dell’incendio, è stato ascoltato a Sion come persona informata sui fatti. In aula è entrata anche Moretti, tra le proteste dei familiari delle vittime. Davanti agli inquirenti Gabrielli ha dichiarato di non aver mai ricevuto formazione o addestramento per gestire situazioni di emergenza. L’indagine prosegue per chiarire responsabilità e dinamica della tragedia. Ricordiamo che i Moretti – indagati per la strage – sono al momento a piede libero, dopo che è stata versata la cauzione di 400 mila franchi. L’identità di chi abbia versato quel denaro è tuttora ignota.
