Re Carlo rompe il silenzio sugli Epstein Files: «Pronto a collaborare con la polizia su Andrea». E il governo fa quadrato attorno a Starmer

La royal family inglese rompe il silenzio sul caso Epstein. A quasi due settimane dalle pubblicazione delle nuovo foto incriminanti dell’ex principe Andrea, Re Carlo si è detto pronto a «dare il proprio sostegno» alla polizia britannica. Le forze dell’ordine inglesi sono state incaricate di valutare l’eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali che l’ex principe Andrea, fratello del sovrano, avrebbe condiviso con Jeffrey Epstein su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia.
L’insolita nota di Buckingham Palace
La nota di Buckingham Palace, più unica che rara nella durezza dei toni, arriva dopo l’ultima contestazione subita dal re oggi, ad opera di un attivista anti-monarchico del movimento Republic. La famiglia reale britannica è stata fortemente criticata nelle scorse settimane per non aver mai commentato pubblicamente il coinvolgimento nel dossier Epstein dell’ex duca di York, un tempo indicato come «figlio prediletto» della defunta regina Elisabetta II e da lei sempre protetto.
William e Kate: «Preoccupati per le nuove rivelazioni»
In mattinata, erano stati il principe William e la principessa Kate a scaricare l’ex principe Andrea, esprimendo «profonda preoccupazione» per le rivelazioni contenute nell’ultima tranche di documenti divulgati dal dipartimento di Giustizia americano. «Posso confermare che il principe e la principessa sono profondamente preoccupati dalle continue rivelazioni. I loro pensieri restano rivolti alle vittime», ha dichiarato lunedì 9 febbraio un portavoce di Kensington Palace. Queste parole, unite a quelle di re Carlo, sono le prime pronunciate dalla famiglia reale britannica sul caso del finanziere pedofilo Epstein, morto suicida in carcere nel 2019, e arrivano in un clima di forte tensione per la monarchia.
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Le contestazioni contro la royal family
Nei giorni scorsi, re Carlo e la regina Camilla sono stati contestati da alcuni cittadini durante una visita ufficiale nei pressi di Colchester, nell’Essex, in relazione al coinvolgimento dell’ex principe Andrea, fratello del sovrano, nei documenti sul finanziere pedofilo. Mentre i reali incontravano la comunità locale per esprimere sostegno ai pub della zona, dalla folla si sono levate grida come: «Hai chiesto alla polizia di indagare su Andrea?» e «Darai aiuto alle indagini su Jeffrey Epstein?».
Le accuse all’ex principe Andrea, fratello del re
La vicinanza dell’ex principe con Epstein è un tema a dir poco ostico per la Royal Family. Andrea continua a respingere ogni accusa, ma a ogni nuova rivelazione la sua posizione appare via via più difficile da difendere. I nuovi scatti includono alcune fotografie che ritraggono Andrew Mountbatten-Windsor, ormai privato del titolo di principe, inginocchiato a quattro zampe sopra una donna distesa a terra. In due immagini lo si vede mentre tocca la donna – non identificata, completamente vestita – all’altezza dell’addome; in un’altra, invece, fissa direttamente l’obiettivo della fotocamera.
Assieme alle foto, ci sono anche diverse email tra Epstein e un certo «The Duke». Questo soprannome, secondo la stampa inglese, identificherebbe proprio il principe Andrea, che avrebbe partecipato a una cena a casa del finanziarie con una donna russa di 26 anni. Già lo scorso ottobre, in seguito alla pubblicazione del memoriale postumo di Virginia Giuffre – che aveva accusato l’ex principe di abusi quando era minorenne – re Carlo aveva deciso di privare il fratello di tutti i titoli, compresi quelli di principe e di duca di York.
Epstein, Andrea e il governo britannico
Secondo alcune email emerse nel 2010, scrive Reuters, l’ex principe avrebbe inoltre condiviso con Epstein documenti commerciali ufficiali del governo britannico, trasmettendo informazioni ottenute nel suo ruolo di inviato governativo. Nell’ultimo lotto di documenti resi pubblici negli Stati Uniti, alcune email sembrano indicare che Andrea abbia inoltrato al finanziere rapporti su Vietnam, Singapore e altri Paesi, ricevuti in relazione a viaggi effettuati in veste ufficiale. La Metropolitan Police, interpellata dall’agenzia di stampa britannica, non ha fornito risposte su una possibile apertura di un’indagine in merito alla condivisione di queste informazioni.
La crisi del mandato di Starmer
Le norme che regolano il ruolo degli inviati commerciali vietano, in genere, la diffusione di documenti sensibili o riservati. Proprio per questo, le rivelazioni stanno avendo ripercussioni non solo sulla famiglia reale, ma anche sul governo britannico. Negli ultimi dieci giorni, infatti, i cosiddetti Epstein file hanno innescato la più grave crisi dell’esecutivo guidato da Keir Starmer dall’inizio del suo mandato, in seguito alla nomina di Peter Mandelson – anch’egli menzionato nei documenti e noto per aver avuto rapporti con Epstein – ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti.
Come nel caso di Andrea, anche Mandelson sarebbe sospettato di aver condiviso documenti governativi riservati tra il 2009 e il 2010. Nella giornata di ieri, domenica 8 febbraio, il capo di gabinetto del primo ministro, Morgan McSweeney, ha rassegnato le dimissioni a seguito delle crescenti pressioni legate al caso Mandelson. McSweeney era indicato da più fonti come il principale sostenitore della nomina di Mandelson. Sul piano giudiziario, infine, la Thames Valley Police ha confermato la scorsa settimana di stare valutando una nuova ipotesi di accusa nei confronti dell’ex principe, relativa a una donna condotta a un indirizzo di Windsor, alla luce delle ultime rivelazioni.
Il premier prova a salvare la poltrona
La pressione politica su Starmer resta alta, non solo dalle opposizioni ma anche da alcuni membri del suo stesso partito. Il leader della branca scozzese del Labour, Anas Sarwar, ha dichiarato che Starmer dovrebbe dimettersi da premier e leader laburista, sottolineando che «la leadership a Downing Street deve cambiare». Oggi il primo ministro ha parlato ai deputati laburisti e ha avuto un incontro con i suoi ministri, che hanno fatto quadrato attorno al loro leader. Pur senza note ufficiali o indiscrezioni di palazzo, diversi esponenti di spicco del governo Starmer hanno pubblicato dichiarazioni via social in cui ribadiscono il proprio supporto all’attuale premier.
Foto copertina: ANSA/ADAM VAUGHAN | Re Carlo durante la sua ultima visita a Lancashire, 9 febbraio 2026
