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Olimpiadi di Milano Cortina: ecco come Passler è risultata positiva all’antidoping. Tutta colpa di un cucchiaino di Nutella

13 Febbraio 2026 - 16:00 Alba Romano
olimpiadi 2026 milano rebecca passler
olimpiadi 2026 milano rebecca passler
L'atleta azzurra non conosceva la terapia a base di letrozolo, che seguiva la madre. Mamma con cui fa colazione e con cui sfrutta il celebre barattolo della Ferrero

Rebecca Passler «consumava alimenti condivisi in ambito domestico. In particolare ha consumato un alimento prelevato con utensili comuni, nel caso di specie Nutella, prelevata con un cucchiaio comune». Questo uno dei punti con cui la biathleta azzurra ha presentato ricorso, vincendo, contro la sospensione davanti alla Corte nazionale di appello antidoping. Secondo la consulente di parte, Passler non era «a conoscenza» del fatto che la madre assumesse il letrozolo a scopo terapeutico e «l’abitudine consolidata di assumere a colazione entrambe la Nutella depone in maniera inequivocabile per una contaminazione accidentale da inquinamento salivare della confezione di Nutella di cui accidentalmente è venuta a contatto l’atleta».

Perché Passler rientra in gara. «L’argomentazione dell’atleta non può esser subito scartata»

Al ricorso si era opposta la Procura nazionale antidoping, sostenendo che «le allegazioni di contaminazione sono, in questa fase, ipotesi non corroborate da alcun riscontro oggettivo idoneo a scardinare la misura». Il ricorso tuttavia è stato accolto e ora l’azzurra può gareggiare alle Olimpiadi. Tra i vari punti del dispositivo, secondo la corte «la argomentazione proposta dall’atleta a sostegno della tesi da lei avanzata di assenza di colpa o negligenza» non può «essere immediatamente scartata».

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