«La pasta inizia a rivoltarmi lo stomaco, dov’è il cibo russo?», il georgiano contro la mensa italiana delle Olimpiadi e la risposta dal Villaggio

Non conquista tutti la cucina della mensa olimpica. Tra gli atleti impegnati alle Olimpiadi di Milano-Cortina, mentre in molti celebrano il cibo italiano tra video e assaggi social, c’è anche chi storce il naso. È il caso del pattinatore georgiano Gleb Smolkin, che non ha nascosto il proprio malcontento per il menu del Villaggio Olimpico. A differenza di numerosi colleghi che sui social, soprattutto su TikTok, stanno raccontando con entusiasmo l’esperienza gastronomica italiana, Smolkin si dice ormai saturo. «La pasta inizia a rivoltarmi lo stomaco, non c’è cucina russa», ha dichiarato l’atleta. E ha lamentato la mancanza di alternative più vicine alle sue abitudini alimentari.
La «monotonia» del cibo in mensa
«Al villaggio non abbiamo trovato cucina russa o georgiana, niente del genere. Il cibo qui è europeo e per ora abbastanza monotono», ha affermato l’atleta a Fanpage. «A Pechino c’era lo stesso menu per due-tre settimane di fila e per me era un po’ più difficile digerire il cibo asiatico. Con la cucina europea è un filo più semplice, ma la pasta inizia già a rivoltarmi lo stomaco piano piano. Hanno promesso di cambiare il menu ogni cinque giorni», ha concluso.
Le alternative proposte
Alle critiche ha risposto Elisabetta Salvadori, responsabile del settore ristorazione per le Olimpiadi, chiarendo che l’offerta della mensa non si esaurisce certo nei piatti di pasta. «Nessuno è obbligato a mangiare pasta», ha spiegato Elisabetta Salvadori, come riporta Eurosport. «Ci sono sempre patate, riso e pane», ha aggiunto. La mensa del Villaggio Olimpico serve ogni giorno circa 1.500 atleti impegnati nei Giochi. E se Smolkin rappresenta una voce fuori dal coro, molti altri sportivi hanno raccontato un’esperienza opposta.
