Parla l’influencer polacca che ha criticato Bologna: «Ora mi odiano, mi dicono di non tornare più, ma dovrebbero pulire le strade»

«In molti si sono offesi. Mi odiano, mi chiedono chi sia io per criticare Bologna, che sono terribile e brutta, mi inviano emoji di bare nei messaggi e commentano dicendomi di non tornare più e di restare a casa. È terribile». Sono le parole della blogger polacca Karo, finita in una tempesta mediatica per un video virale in cui criticava Bologna. «È terribile. Invece di vedere il vero problema, prendete un’idropulitrice o un secchio e uno spazzolone e andate in centro città», afferma a Maria Vittoria Melchioni del Corriere della Sera. Nel filmato in questione parlava di Bologna come la «peggior città italiana», con «puzza di urina ovunque» e strade sporchissime.
«In Polonia lavano le strade ogni notte»
L’attacco di Karo non era rivolto ai bolognesi, ma alla gestione della città. «Da noi in Polonia, nelle città visitate da molti turisti, le strade vengono lavate con acqua ad alta pressione ogni notte, così come le fermate degli autobus, soprattutto nelle zone turistiche, vicino ai monumenti, nel centro storico e così via. Serve davvero poco e tutto può cambiare», spiega la blogger, sottolineando come oggi la pulizia dovrebbe essere la norma.
«Non volevo offendere nessuno»
L’influencer, che riferisce di essere anche giornalista di professione, dichiara di aver anche pensato se pubblicare o meno il video. «Di solito evitavo di scrivere e pubblicare video sulla sporcizia nelle città, facevo buon viso a cattivo gioco, pubblicavo foto di me sorridente con una tazza di cappuccino e finiva lì ma, in realtà, stavolta non avevo voglia di ridere», racconta. E a chi l’ha criticata dice: «Non volevo offendere nessuno. Ho semplicemente espresso la mia opinione su ciò che ho visto e sentito in città. Se alcune persone si sono offese per questo, non è un mio problema. I turisti devono pagare la tassa di soggiorno, quindi mi aspetto almeno una pulizia decorosa nelle strade e intorno ai vostri bellissimi monumenti».
