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Macron aumenta le testate nucleari francesi: «Per essere liberi bisogna essere temuti». Il piano con altri 8 paesi e lo stop ai dati sull’arsenale

02 Marzo 2026 - 16:33 Giovanni Ruggiero
Emmanuel Macron
Emmanuel Macron
Il presidente francese ha spronato ancora una volta l'Europa perché «prenda in mano il suo destino». La nuova fase della «deterrenza francese», con il sostegno di otto paesi europei e il Regno Unito

Emmanuel Macron annunciato di aver «ordinato di aumentare il numero di testate nucleari» dell’arsenale della force de frappe, aggiungendo che Parigi non renderà più noti i dati quantitativi sul proprio arsenale atomico. Una scelta di opacità strategica deliberata, che punta a complicare i calcoli di qualsiasi potenziale avversario, di fronte alla crescente «brutalizzazione» del mondo e con un alleato americano sempre più imprevedibile.

«Per essere liberi bisogna essere temuti»

Il discorso del presidente francese si è svolto davanti alla base sottomarina di Île Longue, vicino Brest, con i vertici militari e politici francesi in prima fila. Macron ha usato toni netti annunciando che non si può piùà considerare «le minacce in modo isolato». E ha ricordato come l’Iran abbia ancora «capacità nucleari e balistiche» tutt’altro che smantellate. Poi la frase più attesa: «Per essere liberi, bisogna essere temuti. Ne sono convinto». A chi guarda ancora a Washington per la propria sicurezza, il messaggio è stato chiaro: è «tempo che l’Europa prenda maggiormente in mano il proprio destino». A corredo, un dato che vale più di mille parole: «Uno solo dei nostri sottomarini contiene la potenza equivalente a tutte le bombe esplose durante la seconda guerra mondiale», ha ricordato il presidente.

La «deterrenza avanzata» con otto paesi a guida francese

Dal palco di Île Longue è arrivato anche l’annuncio più atteso sul piano strategico: «Oggi può prendere forma una nuova fase della deterrenza francese», ha dichiarato Macron, battezzandola «deterrenza avanzata». Un modello, ha precisato, «complementare» alla cornice Nato e al quale hanno già aderito otto Paesi europei: Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. Con un punto fermo, però, che Macron ha tenuto a chiarire senza ambiguità: «Non ci sarà alcuna condivisione della decisione finale, né della sua pianificazione, né della sua attuazione». Il dito sul grilletto atomico resterà esclusivamente nelle mani del presidente francese, come prevede la Costituzione. In chiusura, Macron ha anche svelato il nome del prossimo sottomarino atomico della Marine Nationale: si chiamerà L’Invincible e sarà varato nel 2036. Per il 10 marzo è invece fissato un summit sul nucleare civile, che in Francia fornisce il 70% dell’energia elettrica, per discuterne sviluppo e finanziamenti.

Missili a lungo raggio con Berlino e Londra: si parte quest’anno

Macron ha annunciato che Francia, Germania e Regno Unito «lavoreranno insieme a progetti di missili di lunghissima gittata», con le prime tappe della cooperazione già previste nel corso di quest’anno. La Germania, in particolare, sarà «un partner chiave» del progetto. L’invito agli altri europei è di aggregarsi al processo già avviato. Il messaggio finale del presidente è sintetico e diretto: «Dobbiamo essere potenti, dobbiamo essere uniti, dobbiamo essere liberi».

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