Epstein, la prima volta di un ex Presidente al Congresso. Bill Clinton vuota il sacco sul legame con il finanziere: «Me lo presentò Larry Summers»

Non era mai successo che un ex inquilino della Casa Bianca fosse costretto a deporre davanti a una commissione del Congresso. Ma i file di Jeffrey Epstein continuano a scuotere le fondamenta dell’establishment democratico. La scorsa settimana, a Chappaqua (New York), Bill e Hillary Clinton hanno risposto per ore alle domande della Commissione di Vigilanza della Camera, guidata dai repubblicani. Il video della deposizione, reso pubblico lunedì 2 marzo, svela per la prima volta l’origine di un legame che l’ex presidente ha sempre cercato di minimizzare.
Il “gancio” di Larry Summers
Secondo la testimonianza di Clinton, l’anello di congiunzione tra lo Studio Ovale e il finanziere pedofilo fu Larry Summers, già segretario al Tesoro durante la sua amministrazione e allora presidente di Harvard. «Mi stava chiamando perché un uomo di nome Jeffrey Epstein, che aveva investito una cifra di diversi milioni di dollari nella ricerca sul cervello, era una persona avida di informazioni e voleva passare un po’ di tempo a parlare con me di economia e politica». Summers, travolto dal caso, si è dimesso proprio nei giorni scorsi dal suo incarico di docente ad Harvard. Stando al racconto di Clinton, Summers non presentò Epstein come un predatore, ma come un filantropo interessato a finanziare la logistica della neonata Fondazione Clinton.
Il volo di Stato sul «Lolita Express»
Uno dei punti più oscuri riguarda i numerosi viaggi di Clinton a bordo dell’aereo privato di Epstein, ribattezzato dai media «Lolita Express». L’ex presidente ha giustificato l’uso del jet con la necessità di trasportare medicinali in Africa: «Ha detto di avere questo enorme aereo e che avrebbe portato te, il tuo staff, la tua squadra dei Servizi Segreti, chiunque altro volessi portare nei viaggi, sapendo che stavo progettando di creare una rete globale per fornire farmaci salvavita contro l’Aids».
«Era strano, ma non ho visto nulla di inquietante»
Nonostante le foto che lo ritraggono con Epstein alla Casa Bianca già nel 1993, Clinton ha ribadito di non aver mai sospettato della rete di abusi e traffico sessuale messa in piedi dal finanziere e dalla complice Ghislaine Maxwell. Alla domanda diretta della Commissione — «Ha assistito a qualcosa di insolito che le avrebbe fatto credere che fosse inquietante?» — la risposta è stata netta: «No, non l’ho mai visto fare nulla che mi facesse sospettare. Mi sentivo amichevole nei suoi confronti, ma lui era, come ho detto nel mio libro, strano. C’era sempre qualcosa che lo tratteneva». Quando gli è stato chiesto se, col senno di poi, avesse colto segnali del traffico di minori, Clinton ha risposto dopo una lunga pausa di silenzio: «Non credo. Perché Epstein avrebbe detto una cosa del genere?».

