Vannacci ci prova: «Guerra nel Golfo? Ricominciamo a importare gas dalla Russia»

«Se ricominciassimo a importare gas dalla Russia potremmo mitigare il problema dell’aumento delle bollette dovuto allo scoppio della guerra nel Golfo». Ne è convinto Roberto Vannacci, l’ex vicesegretario della Lega che oggi, 4 marzo, all’hotel Artemide in via Nazionale a Roma, ha presentato il pacchetto sicurezza “zero tolleranza” del suo neonato “Futuro Nazionale”. Una conferenza stampa che, almeno nelle volontà, aveva il solo obiettivo di indicare il tono con cui il nuovo partito si propone «a cittadinanza, governo e parlamento». Ma che poi nei fatti è divenuta anche l’occasione di strappare all’ex europarlamentare della Lega qualche valutazione sui temi più caldi del momento, dallo scoppio della guerra nel Golfo alle future alleanze politiche.
I canali con Putin
E quindi ecco le parole di Vannacci sulla possibilità, anzi a suo dire «necessità», di riaprire i canali col presidente russo Vladimir Putin. «Non lo dico io – chiarisce – lo dice anche Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività presentato a Bruxelles. Andate a controllare». E ancora: «Non più di due settimane fa a dire che dobbiamo parlare con Putin sono stati in tre: il nostro presidente del Consiglio, il cancelliere tedesco Merz e il russofobo Stoltenberg». Poi, interrogato da Open sul tema, ha aggiunto: «Quando ero giovane allievo in Accademia militare e studiavo strategia, ci hanno insegnato che anche nelle guerre più aspre i canali diplomatici non si interrompono mai, perché non sai mai come può finire l’attività bellica».
E ha continuato: «Infatti l’Italia non ha mai interrotto questi rapporti neanche durante la Seconda guerra mondiale, si possono interrompere con qualcuno con cui sei sicuro di vincere, ma non con una potenza nucleare come la Russia, perché non penso si possa pensare che questa entità sparisca».
Il ruolo degli altri paesi Ue
«Quindi interrompere i canali diplomatici con una potenza nucleare, peraltro membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, è una miopia e una cecità diplomatica assurda. Il dialogo dovrebbe essere sempre mantenuto e se non lo è stato, è stato un male». Soprattutto perché, aggiunge, «poi scopriamo che il presidente francese Macron secondo i file che ci ha svelato Trump si preparava a invitare Putin ai margini di un G7 a Parigi all’Eliseo, lo stesso Putin che in questo periodo ha avuto un’agenda internazionale densissima ed ha visitato la Mongolia, che è firmataria del trattato di Roma, ma non lo hanno arrestato». «Bisogna parlare con Putin – conclude – lo hanno detto in molti e io ritengo che sia assolutamente opportuno, se non addirittura necessario».
Lo scudo per i poliziotti
Russia a parte, la conferenza di oggi all’hotel Artemide, come si diceva, aveva al centro il primo pacchetto normativo che Futuro Nazionale presenterà a Montecitorio per garantire quello che Vannacci ha definito «il ritorno al Belpaese». E sul nuovo partito: «In tantissimi stanno aderendo – ha detto – ma non vi dirò oggi quanti». Nel pacchetto, tanti emendamenti pensati per le forze dell’ordine: un uso delle armi più ampio, al di là della proporzionalità della legittima difesa, nessuna indagine quando fanno il loro dovere e spese legali pagate.
«Noi riteniamo – ha detto il leader di Futuro Nazionale – che una persona che svolge il proprio dovere e non commette manifestamente un errore non debba essere indagato. Il concetto è: se faccio il mio dovere, se seguo la procedura, non posso essere indagato. Come con lo scudo penale dei medici durante la pandemia. Lo stesso paradigma va usato nei confronti degli agenti delle forze dell’ordine. Tutti mettono le mani nel fango e non si può pensare che quel fango non resti attaccato nelle mani».
Arrestare i recidivi
E ha aggiunto: «Non può esserci la proporzionalità fra poliziotto e criminale. Non è un gioco alla pari. Altolà, fermo o sparo, ripetuto due volte, poi sparo in alto, poi al bersaglio. Questo mi hanno insegnato quando facevo il militare e questo deve valere per le forze dell’ordine. Se non ti fermi a un posto di blocco, deve essere permesso l’uso delle armi, perché chi scappa, fino a prova contraria, è una persona pericolosa».
Sul tema delle recidive l’ex Lega ha detto: «La nostra normativa oggi non consente a una serie di criminali di non nuocere finché non vengono condannati in via definitiva: borseggiatrici, ladri di portafogli. Laddove c’è questa evidenza di serialità, dobbiamo trovare una norma che non li faccia nuocere: abbiamo pensato a un’incarcerazione preventiva per chi ha precedenti».
Il pacchetto sicurezza
E sul lavoro del Governo fatto finora in tema sicurezza: «Non lo riteniamo sufficiente: aumentano i reati, non diminuiscono gli sbarchi, siamo fanalino di coda sui rimpatri. Sono i numeri a dare la metrica». Presto dice, a proposito di organizzazione del partito, per usare il simbolo alle amministrative: non per tutto il 2026, ma sì nel 2027 dice. E proprio tra un anno si valuteranno le alleanze: «Siamo interlocutori del centrodestra, poi le valutazioni si faranno a ridosso delle elezioni».
