Atletica, Fred Kerley squalificato per due anni: il rivale di Marcell Jacobs ha saltato tre controlli antidoping. Cosa rischia ora

Il mondo dell’atletica leggera perde per due anni uno dei suoi protagonisti assoluti. Fred Kerley, lo sprinter statunitense che ha sfidato Marcell Jacobs nelle finali olimpiche di Tokyo e Parigi, è stato squalificato per due anni dall’Athletics Integrity Unit (AIU). La sanzione non scaturisce dalla positività a una sostanza specifica, ma dalla violazione delle norme sulla reperibilità (i cosiddetti whereabouts): l’atleta ha saltato tre controlli antidoping in meno di un anno.
I test a sorpresa
Il periodo sotto accusa va dall’11 maggio al 6 dicembre 2024. In tre diverse occasioni, i commissari incaricati dei test a sorpresa non sono riusciti a rintracciare il velocista texano negli orari e nei luoghi da lui stesso indicati nel sistema di reperibilità. Se nel primo caso a Miami la difesa ha tentato di incolpare un presunto malfunzionamento dell’app di registrazione, nell’ultimo episodio a West Hollywood la situazione è apparsa più grave ai giudici. Secondo il tribunale disciplinare, Kerley non avrebbe solo commesso una leggerezza, ma sarebbe stato avventato e imprudente in modo consapevole. In quell’occasione, il controllore aveva cercato di contattarlo ripetutamente anche via telefono durante la finestra oraria prevista, senza ottenere alcuna risposta. Un comportamento che l’AIU ha ritenuto incompatibile con lo status di un atleta d’élite che frequenta il circuito internazionale dal 2017.
Dalle medaglie olimpiche agli «Enhanced Games»
Kerley, 30 anni, vanta un palmarès impressionante: oro mondiale nei 100 metri a Eugene 2022, argento a Tokyo 2020 e bronzo a Parigi 2024. È inoltre uno dei pochissimi atleti nella storia capace di abbattere contemporaneamente i muri dei 10 secondi nei 100 metri, dei 20 nei 200 e dei 44 nei 400. Risultati che ora vengono messi in ombra da una squalifica che lo terrà lontano dalle piste ufficiali fino all’11 agosto 2027. Tuttavia, il futuro dello sprinter potrebbe non essere lontano dalle gare, ma lontano dalle regole. Lo scorso settembre, Kerley aveva già manifestato l’intenzione di partecipare agli Enhanced Games, la discussa manifestazione prevista a Las Vegas dove non sono previsti test antidoping e l’uso di sostanze dopanti è liberamente consentito. Una provocazione che, alla luce della recente squalifica, suona oggi come una scelta di campo definitiva.
Il rischio di perdere titoli e premi
La difesa dell’atleta ha ora la possibilità di ricorrere al Tas di Losanna, ma la motivazione della sentenza appare granitica. Se la squalifica venisse confermata, Kerley perderebbe tutti i titoli e i premi ottenuti tra la fine del 2024 e l’agosto del 2025, puntando tutto su una possibile partecipazione alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, quando avrà 33 anni.
