Il pulsante rosso di Trump, gli Epstein Files e le Borse che crollano: cosa c’è nel video di propaganda in stile Lego della Tv di Stato iraniana
Mentre missili e droni continuano a volare per i cieli del Medio Oriente lasciando dietro di sé una scia di distruzione, la guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran si combatte anche a colpi di propaganda. Dopo il video pubblicato dalla Casa Bianca con il remix della «Macarena» e quello dell’esercito israeliano che mostra le immagini dei bombardamenti a Teheran sulle note di «Danza Kuduro», anche la Repubblica Islamica va alla conquista di alleati e simpatizzanti sui social. Da qualche giorno sui social ha iniziato a circolare un video di animazione in stile Lego, con riproduzioni giocattolo di Donald Trump, bombe e aerei da guerra.
La scena con gli Epstein Files
Il video è stato diffuso dall’istituto statale iraniano Revayat-e Fath sulla televisione di Stato dopo gli attacchi del 28 febbraio che hanno ucciso la Guida suprema Ali Khamenei e innescato la guerra in Medio Oriente. Il filmato, che dura un paio di minuti, è stato poi condiviso sulle piattaforme di Meta e su X, ottenendo decine di migliaia di reazioni e condivisioni. Il video, interamente senza dialoghi, inizia con rappresentazioni in stile Lego di Trump, affiancato dal presidente israeliano Benjamin Netanyahu e dal diavolo in persona, mentre guardano un album intitolato «Epstein file».
Il pulsante rosso di Trump
A un certo punto, Trump schiaccia un pulsante rosso per dare il via alla guerra e lancia un missile tra le nuvole che colpisce quella che sembra un’aula scolastica, con giocattoli che rappresentano bambine con il velo rosa che ascoltano la loro insegnante sorridente. Dopo che l’insegnante scrive alla lavagna le parole «La mia patria è la mia vita», lo schermo si oscura. La scena successiva mostra uno zaino rosa e un paio di scarpe rosa tra le macerie. Un funzionario iraniano, anch’esso in versione Lego, raccoglie la borsa e piange, prima che la sua tristezza si trasformi in rabbia. Dopodiché, entrano in scena le Guardie Rivoluzionarie iraniane, che – sospinte da una colonna sonora nazionalista in sottofondo – reagiscono attaccando gli interessi degli Stati Uniti e di Israele in tutta la regione.
