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Daniela Zinnanti massacrata in casa dall’ex, scappato dai domiciliari. Il braccialetto elettronico «sarebbe dovuto arrivare domani»

11 Marzo 2026 - 20:54 Giovanni Ruggiero
Daniela Zinnanti
Daniela Zinnanti
Il fratello della vittima parla di «femminicidio annunciato». L'arresto per reati contro la persona del femminicida e i domiciliari, dopo una serie di aggressioni denunciate dalla stessa vittima

Sarebbe dovuto arrivare domani il braccialetto elettronico disposto, insieme agli arresti domiciliari, per Santino Bonfiglio, 67 anni, reo confesso del femminicidio della sua ex Daniela Zinnanti, 50 anni. Il dispositivo di controllo, che il gip aveva prescritto nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dopo la denuncia per lesioni presentata dalla vittima il 5 febbraio scorso, non era disponibile al momento della esecuzione del provvedimento.

La donna è stata uccisa ieri sera nella sua abitazione in via Lombardia, nel quartiere Lombardo a Messina. Bonfiglio, evaso dai domiciliari, si è presentato a casa della donna per parlarle, ma è stato respinto. Lei più volte lo aveva denunciato. A quel punto ha impugnato un coltello e l’ha colpita decine di volte. A trovare il corpo è stata la figlia della vittima, che ha avuto un malore ed è stata trasportata in ospedale. Bonfiglio, interrogato dalla polizia, ha confessato ed è stato portato in carcere.

Perché era senza braccialetto elettronico

Bonfiglio aveva precedenti per reati contro la persona: era stato arrestato e sottoposto ai domiciliari con il braccialetto elettronico. In un primo momento, fonti investigative avevano indicato l’assenza del dispositivo legata alla fine della detenzione. L’uomo però avrebbe violato gli arresti domiciliari disposti dal gip, dopo la seconda denuncia di Zinnanti e dopo che la prima era stata ritirata. Il gip aveva disposto che l’indagato indossasse il braccialetto, che non era però disponibile. Ma non aveva vincolato la misura cautelare all’obbligo dell’uso dello strumento elettronico. Questo è quanto emerso finora da accertamenti disposti dalla Procura di Messina.

L’arresto grazie alle telecamere

Gli agenti della squadra mobile lo hanno individuato grazie alle telecamere della zona, che lo riprendevano mentre si allontanava rapidamente dal luogo del delitto. Il coltello è stato ritrovato accanto a un cassonetto vicino all’abitazione della vittima. Al sopralluogo ha partecipato anche il procuratore Antonio D’Amato.

Le denunce presentate e ritirate: l’ultima volta sette costole rotte

Il rapporto tra i due era segnato da anni di violenze, con denunce presentate e poi ritirate dalla donna. La procura di Messina sta ora ricostruendo l’intero quadro delle segnalazioni a carico di Bonfiglio. L’ultima aggressione grave, prima dell’omicidio, aveva mandato Zinnanti in ospedale con sette costole fratturate. Dopo quell’episodio, la donna aveva deciso di troncare definitivamente ogni rapporto con l’ex compagno.

Il fratello della vittima: «Le dicevamo di lasciarlo»

Roberto Zinnanti, fratello di Daniela, ha raccontato all’Ansa quanto la famiglia avesse provato a convincere la donna a chiudere la realzione con Bonfiglio: «Più volte io e i miei altri cinque fratelli avevamo detto a Daniela di lasciare quell’uomo violento». Ha spiegato che la sorella, in un primo momento, «era convinta di poterlo cambiare» e aveva anche ritirato una denuncia per maltrattamenti. «L’ultima volta ha seguito i nostri consigli, ma l’uomo colto dalla disperazione ieri l’ha brutalmente uccisa». Zinnanti ha descritto Daniela come «una donna stupenda che voleva bene a tutti noi fratelli, a sua figlia e anche a nostra madre», definendo l’accaduto «un altro femminicidio annunciato».

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