Famiglia nel bosco, i servizi sociali frenano sul trasferimento: «I bambini stiano dove sono, il clima è tornato sereno»

I bambini della «famiglia nel bosco» prelevati lo scorso 20 novembre dalla loro vita nei boschi e trasferiti in una struttura protetta a Vasto, potrebbero non dover traslocare di nuovo. È questa la posizione dell’Ecad 14 Alto Vastese, l’ente che gestisce i servizi sociali, che ora chiede al Tribunale per i minorenni di congelare l’ordine di trasferimento precedentemente emesso: «Gli operatori della struttura di Vasto hanno ripristinato buone relazioni con i minori, facendo venir meno le ragioni del trasferimento. Il Tribunale potrà ora valutare questo nuovo assetto».
Il nodo del rapporto con la madre
Fino a poche settimane fa, la situazione appariva compromessa. Il Tribunale aveva disposto lo spostamento dei minori in un’altra struttura (senza la madre) a causa di un clima diventato insostenibile. Secondo l’avvocata Maria Pina Benedetti, legale dell’Ambito sociale, tra gennaio e marzo il rapporto tra la madre e gli operatori era precipitato: la donna avrebbe «sfiduciato» gli educatori agli occhi dei figli, rendendo impossibile ogni intervento pedagogico. Tuttavia, dopo l’allontanamento della madre dalla casa famiglia, il quadro sarebbe cambiato radicalmente, con gli operatori della struttura di Vasto che hanno ripristinato buone relazioni con i tre figli dei Trevallion.
Lo scontro con la Garante
La nota dell’Ambito sociale arriva all’indomani della visita della Garante nazionale dei minori, Marina Terragni, che nella struttura ha incontrato e giocato con i piccoli, trovandoli in buone condizioni. Ma dietro la facciata di serenità resta lo scontro istituzionale. L’Ecad 14 ha replicato duramente alle polemiche sull’assenza dell’assistente sociale durante l’ispezione, spiegando che la professionista era impegnata proprio nella delicata gestione del caso e invitando la Garante a una «corretta dialettica istituzionale basata su dati oggettivi».
Cosa succede ora
La palla passa di nuovo ai giudici. Se l’assetto attuale dovesse essere confermato, i bambini rimarrebbero a Vasto, evitando loro il trauma di un ulteriore sradicamento. Resta però da capire come verrà gestito il rapporto con i genitori e se il progetto di reinserimento sociale, iniziato mesi fa con il discusso prelievo forzoso, potrà finalmente procedere senza nuove tensioni tra famiglia e istituzioni.
