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Il “barone nero” Jonghi Lavarini e l’incontro con Peter Thiel:  «L’ho visto, il generale Vannacci era d’accordo, anche lui è interessato» – Il colloquio

17 Marzo 2026 - 19:03 Sara Menafra
peter thiel
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L'esponente vicino al leader di Futuro Nazioanale a Open: «Il generale guarda con attenzione a tutti gli ambienti di destra conservatrice, anche a Bannon e Dugin»

Il barone nero di Milano, l’aristocratico Roberto Jonghi Lavarini, da sempre vicino agli ambienti dell’estrema destra nazionale ma soprattutto internazionale e ora molto vicino al generale Roberto Vannacci e al suo nuovo partito Futuro Nazionale – per cui si candida a organizzare le liste per le comunali a Milano – era probabilmente l’interlocutore naturale, almeno in ambienti politici italiani, per l’imprenditore miliardario Peter Thiel (fondatore di PayPal e Palantir), sbarcato a Roma per un ciclo di conferenze sull’Anticristo, teorico del “superamento” della democrazia, vicino all’ambiente integralista cattolico.

Roberto Jonghi Lavarini ANSA / PAOLO SALMOIRAGO

Se nei giorni scorsi è circolata su più giornali la notizia di una presenza sua o di suoi collaboratori personali alle conferenze tenute da Thiel proprio in questi giorni a Roma, lui, raggiunto al telefono da Open, conferma di averlo visto in questi giorni: «L’ho incontrato ad una cena riservata, invitato da amici comuni. Alle conferenze hanno invece partecipato alcune persone a me vicine», spiega. La cena non si sarebbe svolta a Roma e sarebbe avvenuta subito prima del ciclo di conferenze che si chiuderà domani.

E Vannacci sapeva dell’incontro, precisa Lavarini: «Gliene ho parlato via messaggio, è stato d’accordo. E’ interessato a tutto ciò che si muove nell’ambito della destra e a fornire solide basi culturali al suo movimento».

L’interesse di Vannacci

Jonghi Lavarini spiega che Futuro Nazionale è semper stato interessato a questa area: «Agli incontri di Roma come a questa cena c’erano vari esponenti di Futuro Nazionale così come esponenti di governi di centrodestra precedenti a questo” (possibile che il riferimento sia a Mario Borghezio, oggi in FN). «Io – continua – sono sempre stato interessato agli ambienti conservatori e tradizionalisti, europei e mondiali, e tengo rapporti con Alexandr Dugin, così come con Steve Bannon, del quale posso definirmi un amico anche perché lo seguo da tempi non sospetti, ben prima che divenisse famoso per il grande pubblico. Sono anche vicino a Robert Kennedy jr».

Roberto Vannacci ANSA / Francesco Mazzanti

Questi stessi ambienti sono oggi interessanti per il generale Roberto Vannacci, ci conferma. Thiel, con le sue teorie sull’inevitabilità di una tecnocrazia che eviti all’umanità la distruzione, invece non ha espresso giudizi su questi altri pensatori, almeno durante la cena a cui ha partecipato il barone nero.

L’ambiente Maga e le scelte di Trump

«L’ambiente Maga e più in generale la destra americana sono ambienti differenziati e in cui pesano le rivalità personali. Certo, però, oggi sono tutti molto amareggiati per il comportamento di Donald Trump che è stato sostenuto perché si presentava come un conservatore e oggi è invece l’alfiere di Israele first”. Non è chiaro quanto Thiel sia stato esplicito su questo punto (Bannon in passato lo è stato) ma Jonghi Lavarini assicura che appariva «in difficoltà”, sebbene si sia concentrato, come avvenuto anche nelle conferenze romane, «su temi più filosofici che includono il concetto di infinito”.

EPA/WHITE HOUSE / HANDOUT

Si è discusso, prosegue, anche del peso che la religione ha nella società di oggi: «Anche il conflitto tra Israele e Iran affonda nelle credenze su chi debba occupare il suolo sacro, convinzioni millenarie radicate tanto negli sciiti quanto negli ebrei sionisti (Perché molti ebrei non sono sionisti lo sa? Sottolinea, ndr). È per questo che la classe dirigente vicina a Trump si è mostrata inadeguata e ignorante». L’intenzione di Vannacci, invece, almeno per l’Italia, sarebbe formare una classe dirigente all’altezza della storia e con solide basi anche filosofiche:  «È per questo che manda emissari ad incontrare tutti, in questo momento non ritiene di farlo personalmente ma certamente poi sceglierà con chi avviare contatti diretti».

Futuro Nazionale e la destra tradizinalista

Il mondo interessante per Futuro Nazionale, del resto, è ampio:  «Anche nella massoneria ci sono tante realtà diverse, alcune più interessanti. E’ fatto noto che Vannacci abbia incontrato Luca Sforzini che appartiene ad una particolare corrente filosofica della massoneria ed è in contatto con massonerie inglesi e americane», dice Jonghi Lavarini:  «Ha incontrato anche il presidente di Russia imperiale a sua volta vicino ad Alexander Dugin». Insomma i rapporti sono avviati in tante direzioni, del resto l’obiettivo è diventare  «un partito strutturato, vitale, come era l’Msi, con una rete importante attorno. Un partito preparato anche per le questioni internazionali, io metto a disposizioni le mie relazioni in qualche caso amicali, in altre di semplice conoscenza».

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