Referendum Giustizia 2026, Giuseppe Conte: «Un avviso di sfratto a Meloni». Le primarie? «Ci sia discussione ampia»

«4 anni di governo, 0 riforme», sintetizza così Giuseppe Conte la sconfitta referendaria della maggioranza di centrodestra. In via di Campo Marzio, insieme allo stato maggiore, da Giuseppe Tridico a Vittoria Baldino, il leader del movimento cinque stelle consegna alla stampa le prime analisi sul voto, che vede il No alla riforma della giustizia prevalere nettamente. I cittadini, «fortemente preoccupati», hanno «altre priorità e altre urgenze» con un quadro internazionale in cui «l’Italia non tocca palla e non riesce a esprimere una posizione».
Un risultato negativo per il governo che è un vero e proprio «avviso di sfratto» secondo l’ex premier. «Un voto molto politico», spiega. Ha prevalso chi non intende «dare carta bianca» al centrodestra sulla riforma della giustizia, perché meglio «De Raho e Scarpinato che Delmastro e Santanchè».
«Meloni si assuma la responsabilità politica»
Un esito che segnala «grande partecipazione soprattutto tra i giovani. Questo governo gli ha dato uno schiaffo anche per quanto riguarda il voto ai fuori sede, negandoglielo». Meloni? «Può dire quello che vuole», le risponde a distanza Conte, «non può trascurare la sonora bocciatura rispetto a l’unica riforma vera che portano. Il governo ha poco da far finta di nulla oggi e non può certo pensare di proseguire senza assumersi la responsabilità politica». Poi torna sul caso che ha coinvolto il sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro «non è accettabile che sia ancora al suo posto» uno che è «entrato in affari con prestanome della mafia». E ricorda la mozione di censura presentata dal Movimento.
Apertura sulle primarie
Sul fronte primarie, per decidere chi sfiderà la leader di FdI alle politiche del 2027, spiega: «All’interno del campo progressista partiranno a brevissimo 100 spazi aperti della democrazia, un progetto che mettiamo a disposizione delle altre forze. Scriviamo insieme il programma politico. Sulla leadership ci apriamo a una discussione ampia per individuare il candidato più competitivo e il miglior interprete». Poi lancia la riforma della giustizia targata cinque stelle, «scriveremo una riforma che sia davvero a misura dei cittadini per accelerare i processi e rafforzare gli organici. Ciò che serve per migliorare il servizio giustizia».
E a chi gli chiede se Italia Viva di Matteo Renzi sarà dentro o fuori il perimetro della futura coalizione, visti gli ammiccamenti al SÌ, «oggi c’è uno spartiacque anche per i contenuti e il progetto progressista». Ma il perimetro verrà definito rispetto ai programmi, lavoro giustizia, esteri, sanità. «Non possiamo chiuderci nelle segreterie di partito per decidere il leader».
