Ultime notizie Crisi Usa - IranDaniela SantanchèDonald TrumpGoverno Meloni
ATTUALITÀAbruzzoBambiniFamiglia nel boscoInchiesteL'Aquila

Famiglia nel bosco, Nathan apre al doposcuola ma Catherine crolla: «Non dormo, i miei figli sono malati e soli»

28 Marzo 2026 - 12:56 Cecilia Dardana
catherine birmingham nathan trevallion famiglia nel bosco
catherine birmingham nathan trevallion famiglia nel bosco
Lo psichiatra Tonino Cantelmi diffonde lo sfogo della donna, allontanata lo scorso 6 marzo dalla casa famiglia in cui si trovava insieme ai tre figli su disposizione della procura per i minorenni dell'Aquila: «Quali accuse giustificano questo dolore?»

«Non riesco a dormire per la preoccupazione per tutti e tre. Sono spaventati, depressi e ora separati dalla madre, dal padre, dagli animali, dalla casa e dalla vita che conoscono e amano». In queste parole, affidate a una conversazione notturna con il suo perito, lo psichiatra Tonino Cantelmi, c’è tutto il baratro in cui è precipitata Catherine Birmingham. La madre della cosiddetta «famiglia del bosco» — la coppia anglo-australiana di neorurali a cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha tolto i figli lo scorso novembre — non riuscirebbe più nemmeno ad alzarsi dal letto. Uno sconforto e una stanchezza estremi dopo mesi di battaglie per la gestione dei tre figli, culminate il 6 marzo con l’allontanamento della madre dalla casa famiglia di Vasto in cui si trovavano dallo scorso 20 novembre.

La preoccupazione per la malattia dei figli

A far precipitare la situazione è stata la notizia che i tre bambini, attualmente ospiti in una casa famiglia di Vasto, avrebbero la febbre. Un evento banale che, nel contesto di una separazione forzata, diventa un trauma insuperabile. «Sto davvero lottando sapendo che i miei figli sono malati e che non mi è stato nemmeno permesso di visitarli, controllare come stanno e confortarli. Tutto questo è così sbagliato sotto molti aspetti»», denuncia Catherine nello sfogo reso pubblico da Cantelmi. La donna contesta radicalmente il provvedimento che la tiene lontana dai figli dal 6 marzo scorso: «Quali accuse ho contro di me che giustificano una separazione forzata dai miei figli? In che modo avrei abusato, fatto del male o trascurato i miei figli?».

Il padre apre al doposcuola

Mentre Catherine sprofonda nel dolore, il marito Nathan Trevallion sta tentando la via della mediazione istituzionale. L’uomo ha accettato la nuova casa messa a disposizione dal Comune, ha acconsentito alle vaccinazioni e, negli ultimi giorni, ha dato il via libera anche alla frequenza dei figli al doposcuola per favorire la socializzazione. Ma il legame tra madre e figli resta il punto di massima frizione. Le educatrici segnalano che le videochiamate tra Catherine e i bambini producono forte agitazione nei piccoli, a causa di un atteggiamento della donna giudicato «iperprotettivo e diffidente». Cantelmi, però, respinge questa lettura. Come aveva spiegato anche in un’intervista a Open, Catherine Bimingham «è una madre che non può contenere il dolore di una separazione così dura e incomprensibile. Dobbiamo accompagnare il suo dolore, scambiato superficialmente come ostilità. Quale madre potrebbe stare tranquilla in una situazione simile?».

L’impasse burocratica

Nonostante la Garante per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, si sia opposta a nuovi limiti nelle comunicazioni, i servizi sociali mantengono una linea di estrema prudenza. L’ordinanza del Tribunale non vieterebbe gli incontri in presenza, purché vigilati, ma di fatto le porte della casa protetta restano chiuse per Catherine. I legali della famiglia sono ora pronti a presentare una nuova istanza ai giudici per riaprire ogni tipo di comunicazione, nel tentativo di fermare quello che il perito definisce un «dolore immenso» che sta distruggendo la dignità di una madre.

leggi anche