Pasqua, arriva la stangata sui voli: prezzi su del 13%, pesa il caro-carburante. Quanto si spende e le tratte più colpite

Non c’è pace per chi decide di tornare a casa o concedersi una vacanza per Pasqua. A pesare come un macigno sui biglietti aerei è il caro-carburante, figlio delle tensioni geopolitiche nel Golfo che hanno ridisegnato le rotte e fatto impennare i costi per le compagnie. Il risultato è una tempesta perfetta sulle tariffe domestiche: secondo l’ultima rilevazione di Assoutenti, i prezzi dei voli nazionali sono cresciuti in media del 13,6% rispetto allo scorso anno, con picchi che rendono il viaggio un lusso per pochi.
Quali sono le tratte più colpite
Il caso più eclatante riguarda il collegamento Milano Malpensa-Brindisi, dove il rincaro tocca quota +60% rispetto alla Pasqua dello scorso anno. Non va meglio a chi vola da Genova verso Catania (+36%) o da Venezia verso Brindisi (+35%). Anche le tratte storicamente frequentate dai fuorisede sono sotto scacco: un biglietto da Torino a Brindisi costa il 28% in più, mentre per il volo Linate-Cagliari l’aumento è del 25%. In questo scenario, trovare un volo sotto la soglia psicologica dei 500 euro sta diventando un’impresa: per volare da Linate a Catania o Cagliari si parte ormai da una base di 577 euro a passeggero.
L’impennata del carburante
Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, punta il dito contro l’impennata del carburante per gli aerei, che ha registrato un +87% in sole due settimane, toccando i massimi storici dai tempi dell’inizio del conflitto in Ucraina. Una dinamica che, secondo l’associazione, non si limita a riflettere la stagionalità delle feste, ma scarica interamente sui consumatori i costi della crisi in Medio Oriente, minando di fatto il diritto alla continuità territoriale garantito dalla Costituzione. In un panorama di rincari generalizzati, resistono pochissime eccezioni al ribasso, come i voli da Pisa verso Catania e Brindisi, che segnano una leggera flessione.
