Crosetto e perché ha detto no agli Usa sui bombardieri a Sigonella: «Ho fatto solo rispettare gli accordi». La versione del ministro

«Nulla è cambiato» ribadisce il ministro della Difesa Guido Crosetto tra Italia e Usa, dopo la rivelazione del Corriere della Sera sul no dell’Italia all’utilizzo della base di Sigonella da parte dei bombardieri americani diretti in Iran. Su X il ministro ha provato a chiarire la sua posizione. «Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare», ha scritto. Crosetto ha poi aggiunto che chi sostiene che l’Italia avrebbe sospeso l’uso delle basi agli assetti americani starebbe diffondendo «cosa semplicemente falsa», precisando che «le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato» e che «non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia».
Meloni: «Rapporti con Washington solidi»
Poco prima delle dichiarazioni del ministro, era arrivata una nota di Palazzo Chigi in cui la premier Giorgia Meloni aveva ribadito che «l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere». Nel comunicato si sottolineava che la linea dell’esecutivo è «chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica», e che ogni richiesta viene esaminata caso per caso. Meloni ha anche tenuto a escludere qualsiasi attrito con gli alleati: «Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione».
Ti potrebbe interessare
M5s attacca: «Crosetto spieghi cos’è successo»
La vicenda ha riacceso le polemiche del Movimento 5 Stelle, che rivendica di aver sollevato per primo il tema. I capigruppo delle Commissioni Difesa, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti, hanno chiesto al ministro di fare chiarezza su «cos’è accaduto venerdì notte, se veramente non c’è stata nessuna richiesta di autorizzazione da parte Usa e di quali velivoli si trattasse». I parlamentari del M5s ricordano di aver portato in aula, proprio venerdì scorso, un’interpellanza urgente sulla presenza di cacciabombardieri F-15 in assetto tattico nei pressi della base siciliana, con tracce radar rilevate sui siti di monitoraggio del traffico aereo che si interrompevano a poca distanza da Sigonella.
Il nodo della mancata autorizzazione: «Se confermato, sarebbe molto grave»
Secondo i parlamentari del M5s, se fosse accertato che gli Stati Uniti non avessero richiesto alcuna autorizzazione all’Italia per il transito degli aerei, significherebbe che «Trump ritiene di poter usare le basi italiane come vuole, oltre i limiti imposti dagli stessi accordi bilaterali, contando sull’acquiescenza della sua amica Meloni». Il M5s ha definito «doveroso» lo stop deciso da Crosetto, pur chiedendo ulteriori spiegazioni su una vicenda che, a loro dire, non si concilia con la smentita ufficiale dell’Aeronautica militare arrivata nei giorni scorsi.
Rauti il 27 marzo: «Nessun F-15 in transito, quelle denunce erano fantasie»
A rendere il quadro ancora più contraddittorio c’è la risposta che la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti aveva fornito in Parlamento appena quattro giorni fa, il 27 marzo, all’interpellanza del M5s illustrata dal deputato Filippo Scerra. Rauti aveva riferito quanto comunicatole dall’Aeronautica militare: «Il 19 marzo sulla base di Sigonella non è transitato alcun aeromobile F-15 Strike Eagle dell’United States Air Force, né risulta attività di volo di tali velivoli nello spazio aereo nazionale». La sottosegretaria aveva anche definito «fantasiose» le ricostruzioni del Movimento, ricordando che le attività presso le infrastrutture americane in Italia sono regolate da un quadro giuridico consolidato che risale all’Agreement del 1951 e agli accordi bilaterali del 1954, aggiornati nel 1973 fino al Memorandum d’intesa del 1995.
