Nuovi guai per il principe Harry, la sua ex ong fondata in memoria di Diana lo querela per «diffamazione»

Nuovi guai per il principe Harry e, indirettamente, per la Royal Family. Il secondogenito di re Carlo III e della compianta Lady Diana è stato infatti querelato per «diffamazione» dalla charirty Sentebale, l’associazione benefica per la lotta alla diffusione dell’Aids fra i bambini dell’Africa da lui stesso a suo tempo co-fondata nel ricordo dell’impegno caritativo proprio di sua madre. La denuncia, depositata nelle ultime ore, – scrive il Guardian – è legata a una disputa scoppiata nel 2025 fra il principe e il consiglio di amministrazione della stessa ong. Organizzazione che Harry aveva lasciato un anno fa, dimettendosi dal ruolo di patron assieme al principe ereditario del Lesotho dopo aver rivolto accuse di cattiva gestione al management e alla presidente esecutiva Sophie Chandauka.
Lo strappo con la presidente esecutiva della ong
Quest’ultima aveva reagito negando ogni addebito e contro-accusando il duca di Sussex e i suoi collaboratori di «bullismo». Da qui era scaturita un’indagine amministrativa della Charity Commission britannica, l’organo di vigilanza sulle attività delle associazioni di beneficenza, che nell’aprile dello scorso anno aveva poi archiviato il caso, muovendo rilievi formali a entrambe le parti ma assolvendo tutti dalle accuse sostanziali.
In particolare, erano stati esclusi i sospetti di bullismo o misoginia evocati pubblicamente dalla presidente nei confronti di Harry. Una conclusione che, alla luce della denuncia, non ha però soddisfatto il cda presieduto da Chandauka, il quale si è ora rivolto alla giustizia ordinaria, presentando una causa civile per «diffamazione e danno alla reputazione» nei confronti sia del principe sia di un ex fiduciario e amico di Harry, Mark Dyer.
Il principe Harry respinge le accuse
Harry, tramite un partavoce, ha respinto «categoricamente» le accuse. «In qualità di co-fondatore e membro fondatore del consiglio di amministrazione di Sentebale, respingo categoricamente queste accuse offensive e diffamatorie. È incredibile che i fondi di beneficenza vengano ora utilizzati per intraprendere azioni legali contro le stesse persone che hanno costruito e sostenuto l’organizzazione per quasi due decenni», si legge nella dichiarazione.
Foto copertina: ANSA/ANDY RAIN | Il principe Harry in tribunale di Londra, 21 gennaio 2026
