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Bravissime Ditonellapiaga e Serena Brancale, solito fiasco Shiva. Per fortuna ci sono Silvestri e Dimartino. Le nostre recensioni

12 Aprile 2026 - 10:18 Gabriele Fazio

Nicolò Filippucci – Un posto dove andare

Disco innocuo che si mimetizza nel gigantesco vuoto che caratterizza l’attuale discografia italiana. Nicolò Filippucci non pubblica un album sbagliato, anzi, canzoni come Tutte le ragazze vogliono canzoni d’amore o 4:30 tutto sommato sono anche gradevoli, ma manca la verve, manca il carattere, manca lo stile, manca la riconoscibilità, mancano probabilmente troppe cose affinché questo disco, quindi lo stesso Filippucci, possa rappresentare qualcosa di significativo. Non c’è un solo pezzo che faccia sobbalzare dalla sedia, non un pezzo spiazzante, non un pezzo con un’intuizione originale. Niente. Solo otto pezzi che filano, un pochino poco per imporsi al di là del bel faccino da talent. Urgono sangue e sudore, urge sporcarsi le mani, urge esplorare, altrimenti, spiace, ma di musica, di ogni epoca, è pieno il mondo. In questo momento avremmo una risposta abbastanza netta al titolo del disco stesso. No, non quella che pensate voi. Pensavamo più a un tour nei piccolissimi club di provincia, quelli con le assi del palco appiccicaticce di birra, forse anche nei pub, a doversi combattere l’attenzione del pubblico con Cremonese-Sassuolo. X Factor, Amici, poi Sanremo Giovani…sì, grandi possibilità, ma se poi da dire hai solo questi otto pezzi, allora è oggettivamente tutto inutile.