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Bravissime Ditonellapiaga e Serena Brancale, solito fiasco Shiva. Per fortuna ci sono Silvestri e Dimartino. Le nostre recensioni

12 Aprile 2026 - 10:18 Gabriele Fazio

Serena Brancale – Sacro

Serena Brancale chiude un cerchio, dentro Sacro infatti potrete trovare tutti quei brani che l’hanno resa oggi, finalmente ci sentiamo di aggiungere, una delle più riconosciute artiste del panorama italiano. E quando una delle più riconosciute artiste del panorama italiano non è una postar take away ma una polistrumentista e performer d’alta scuola, capace, in totale scioltezza, di passare da hit assolute come Serenata, Anima e core, Stu cafè, Baccalà e, naturalmente, le ultime arrivate Al mio paese e Capatosta, a brani dall’impatto emotivo gigante come Qui con me, fino ad esercizi di stile di superba raffinatezza come Solo un’ora (insieme a Gregory Porter e Sayf), Gitana (insieme a Richard Bona) e Aquello (insieme a Omara Portuondo e Pamela), è sempre una buona notizia. In più, l’ascolto del disco, nonostante la dinamicità, è assolutamente coerente dall’inizio alla fine, non manca mai quell’elemento della tradizione folk pugliese, non mancano mai i preziosismi, mai fini a se stessi. Non manca mai, insomma, la ciccia, anche quando vuole farcela ballare in un lido estivo, cosa che sospettiamo accadrà, e anche tanto, questa estate. Serena Brancale è un’artista coi fiocchi, su questo non c’erano dubbi, ma anche la dimostrazione che qualsiasi cosa si voglia fare, anche molto leggera, non c’è bisogno di farla necessariamente male. Gigante.