La Famiglia del bosco su Netflix? «Aggiunge solo sofferenza», la rabbia dell’avvocata sulle voci. Così la madre festeggia il suo compleanno

Non ci sarebbe alcun film all’orizzonte sulla Famiglia nel bosco, non almeno con l’autorizzazione dei protagonisti della vicenda di Palmoli, tutt’altro che interessati anche un eventuale risarcimento da pretendere dallo Stato italiano. È l’avvocata della famiglia del bosco, Danila Solinas, a mettere in chiaro la situazione dei suoi clienti, dopo giorni di voci e indiscrezioni. I Trevallion non avrebbero firmato alcun accordo con Netflix, come anticipato dalla Stampa, né avrebbero mai avviato trattative per cedere i diritti sulla loro storia.
La rabbia dell’avvocata sulle voci
«Da giorni assistiamo alla falsa diffusione di notizie che non hanno altra finalità se non quella biecamente speculativa», scrive la legale, aggiungendo che le voci su un’eventuale azione di risarcimento sono ugualmente prive di fondamento. Quanto all’interesse del mondo dello spettacolo, diversi registi starebbero lavorando a progetti ispirati alla vicenda, con diritti già acquisiti da alcune produzioni, ma non ci sarebbero collegamenti diretti con i Trevallion. L’avvocata è dura nel condannare le voci circolte finora, che «si traducono, e aggiungono, sofferenza ad un momento di assoluta drammaticità ed in quanto tali meritano ferma censura». Intanto il 5 maggio uscirà il libro di Catherine Louise Birmingham, “La nostra vita libera”, pubblicato da Solferino nella collana “Tracce”.
Compleanno senza abbracci: a Catherine concessa solo una videochiamata
Oggi Catherine Birmingham compie 46 anni, ma dovrà trascorrere il suo compleanno senza i suoi tre figli. La casa famiglia di Vasto ha autorizzato unicamente una videochiamata, escludendo qualsiasi visita in presenza. Dal 6 marzo scorso, data del suo allontanamento dalla comunità, la donna può vedere i bambini soltanto attraverso due videochiamate settimanali, dopo che i servizi sociali hanno ritenuto i suoi comportamenti «non rispettosi delle regole interne» della struttura e il giudice per i minori dell’Aquila ha ordinato l’allontanamento della donna.
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I contatti sempre più frequenti del padre con i bambini
Mentre la madre resta fuori, il padre Nathan continua a frequentare regolarmente la struttura dove alloggiano i figli. Come riporta il Messaggero, ieri 12 aprile ha trascorso alcune ore con i bambini, lasciando la casa famiglia intorno alle 13.30. I servizi sociali lo considerano «idoneo a mantenere un rapporto con i minori» e gli consentono visite continuative. Un trattamento asimmetrico che non passa inosservato tra i sostenitori della famiglia.
La petizione da 15mila firme resta senza risposta
Oltre 15.000 persone avevano sottoscritto un appello per chiedere che Catherine potesse trascorrere qualche ora con i figli proprio nel giorno del suo compleanno, una richiesta consegnata sabato alla struttura di Vasto. Nella lettera si legge che «non c’è regalo più bello per una madre e i suoi figli di potersi abbracciare e stare insieme, anche per breve tempo», e che una simile concessione sarebbe «di fondamentale importanza per il loro benessere emotivo e per il loro percorso di crescita». Per ora, nessuna risposta. Nella notte, intanto, a Vasto sono comparse scritte contro giudici minorili e assistenti sociali sui muri di alcuni edifici, tra cui la scuola primaria Martella, la sede dei servizi sociali e la chiesa dell’Incoronata.

