Perché la foto di Melania Trump che bacia Jeffrey Epstein è falsa

Circola sui social un collage di immagini che ritrae Melania Trump insieme a Jeffrey Epstein. In uno degli scatti, la First Lady sembra baciare sulla guancia il finanziere morto suicida nel 2019. Il post viene utilizzato per sostenere che Melania abbia mentito sulla natura dei suoi rapporti con Epstein. Tuttavia, la foto del bacio è un falso generato con l’intelligenza artificiale e non esiste alcun riscontro documentale di tale immagine negli atti ufficiali o negli “Epstein files”.
Per chi ha fretta
- L’immagine circola per smentire le dichiarazioni rilasciate da Melania Trump il 9 aprile 2026, in cui negava ogni legame con Epstein.
- La foto in cui Melania Trump bacia Jeffrey Epstein è falsa ed è stata generata tramite AI.
- Nell’immagine manipolata, Epstein indossa abiti tipici di Donald Trump (abito blu e cravatta rossa), un dettaglio che rivela un evidente errore di generazione dell’IA.
Cosa bisogna sapere: la smentita di Melania Trump
Il contenuto virale ha ripreso vigore in seguito a una precisa presa di posizione della First Lady. Il 9 aprile 2026, Melania Trump ha rilasciato una dichiarazione ufficiale alla Casa Bianca per chiarire la sua posizione rispetto al caso Epstein: «Io non sono una vittima di Epstein. Epstein non mi ha presentato a Donald Trump. Ho incontrato mio marito per caso a una festa a New York nel 1998. Questo primo incontro con mio marito è documentato in dettaglio nel mio libro, Melania».
Il contenuto falso che circola online
L’immagine circola su Facebook attraverso post che ripropongono un collage di diverse fotografie. Il contenuto è accompagnato da un testo che mette in dubbio le dichiarazioni della First Lady: «La “Lady” dice di non aver mai frequentato o conosciuto Epstein… d’altronde 20 anni con il marito… doveva essere uguale no? Liar».

Come rendono credibile il contenuto falso
Per rendere credibile il falso, chi diffonde questi contenuti sfrutta un elemento di verità: la reale conoscenza tra i Trump ed Epstein tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000. Esistono infatti diverse fotografie autentiche che ritraggono insieme Donald Trump, Melania, Jeffrey Epstein e la sua complice Ghislaine Maxwell. Uno degli scatti reali, condivisi insieme all’immagine falsa, risale al 2000, durante una festa al club di Mar-a-Lago, in Florida.

L’analisi della foto e i segnali dell’AI
Lo scatto del bacio non trova riscontro in nessun archivio fotografico di agenzia né nei documenti processuali desecretati.
Inoltre, l’immagine presenta delle anomalie tecniche evidenti. Epstein viene ritratto con una giacca blu, camicia bianca e cravatta rossa: si tratta dell’abbigliamento tipico di Donald Trump. Questo suggerisce che l’AI abbia utilizzato come base uno scatto reale del 2000 a Mar-a-Lago, dove Trump indossa un abito e una cravatta identici, sostituendo grossolanamente il volto del marito della First Lady con quello del finanziere.

L’immagine in questione circola online almeno dal 2025 ed è già stata oggetto di verifica da parte di testate internazionali come Lead Stories e Snopes.
Il contesto: le minacce di Amanda Ungaro
La viralità attuale del collage si inserisce in un clima di forte scontro mediatico. Di recente, l’ex modella brasiliana Amanda Ungaro è andata all’attacco su X minacciando direttamente la coppia presidenziale: «Non ho paura di voi. Siete voi a doverne avere di me. So chi siete e cosa avete fatto». Ungaro, ex moglie di Paolo Zampolli, ha dichiarato al quotidiano spagnolo *El Pais* di essere in «guerra» contro il sistema dei Trump. In questo scenario di tensione, contenuti manipolati come la foto del bacio vengono utilizzati per alimentare narrazioni di complicità e segreti taciuti.
Conclusioni
Nonostante le foto reali confermino che i Trump ed Epstein frequentassero gli stessi ambienti mondani oltre vent’anni fa, la specifica immagine del bacio tra Melania e il finanziere è falsa. Si tratta di un’operazione di disinformazione che mescola fatti noti (le foto a Mar-a-Lago) a contenuti creati artificialmente tramite l’uso dell’IA generativa per colpire la credibilità della First Lady.
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