Il silenzio di Giorgia Meloni su Trump: «Il distacco può convenirle»

«Sì, me l’aspettavo. Ha attaccato persino il Papa…». Il giorno dopo l’attacco del presidente americano Donald Trump Giorgia Meloni sceglie il silenzio. Nei retroscena dei giornali, spesso ricchi di suoi virgolettati anche molto coloriti, la presidente del Consiglio sceglie stavolta di non replicare all’affondo del tycoon, anche su consiglio di Giovanbattista Fazzolari. Perché un botta e risposta con l’inquilino della Casa Bianca potrebbe innestare un domino. E mettere in pericolo alleanze e diplomazie in un momento difficile per il governo.
Giorgia in silenzio su Trump
A parlare sono i canali diplomatici. L’ambasciata a Washington viene attivata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che poi parla per messaggio con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Si parla anche di una sponda con il vicepresidente JD Vance. Ma si ragiona anche sull’effetto di questa diatriba. Ai piani alti, scrive il Corriere della Sera, la sensazione è che il distacco possa pagare in termini di consenso. Perché una special relationship con un presidente che è in guerra con il mondo forse non è poi così special. Mentre una situazione da Nuova Sigonella non può che far bene a una premier in crisi di consenso dopo la sconfitta del referendum.
Niente pentimento
Di certo Meloni non è pentita di quello che ha fatto. Anche perché è stata molto imbarazzante la reazione dei suoi fans alla nota in cui parlava del viaggio del Papa quando il presidente Usa lo aveva attaccato, senza nominare mai Trump. Il successivo post a cui Meloni è stata costretta per fermare la marea di commenti negativi ha avuto reazioni positive. E forse nell’occasione la premier si è resa conto che il suo elettorato vuole proprio questo nei confronti degli Usa. Schiena dritta, oggi. Anche di più, domani. Meloni è anche convinta di non avere sbagliato a dialogare con Trump. Se il giocattolo si è rotto, è la tesi, è perché è stato il leader americano a «spostarsi su posizioni inaccettabili».
I rapporti Italia-Usa
«Ma i rapporti Italia-Usa non finiranno certo oggi», anche perché le alleanze «non cambiano in base a chi le governa», dice Meloni. «Non mi sentirei a mio agio in una società in cui i leader religiosi fanno quello che dicono i politici», aggiunge. Meloni, accusata da un anno dall’opposizione di avere toni troppo accomodanti, «da cheerleader», con Trump, sostiene adesso di non avergli fatto sconti. «Abbiamo detto parole chiare. Non so quanti altri leader le abbiano espresse, altro che sudditanza». Intanto c’è chi nota che tra i tanti messaggi di solidarietà non è arrivato quello di Matteo Salvini.
