La versione alternativa della morte di Giacomo Bongiorni a Massa: la testata e i video senza bottiglie

C’è una versione alternativa della morte di Giacomo Bongiorni. Ucciso a calci e pugni da cinque giovani di cui tre minorenni. Ma dopo le parole del padre di uno di loro su una presunta aggressione subita prima dell’attacco a Bongiorni, ora si fanno sentire gli avvocati difensori. Bongiorni è morto dopo aver ricevuto due pugni in faccia e un calcio in testa mentre era già a terra. Ma su quello che è successo prima le versioni sono contrapposte.
Omicidio di Giacomo Bongiorni, le versioni dei ragazzi
Secondo i ragazzi, scrive oggi La Stampa, c’è stata una rissa prima: «Siamo stati aggrediti e abbiamo reagito». Quella del testimone chiave, Gabriele Tognocchi, il cognato della vittima, con il naso rotto e la gamba spezzata, è diametralmente opposta: «Abbiamo chiesto ai ragazzi di piantarla. Stavano lanciando delle bottiglie contro la saracinesca di un locale. Erano in dieci, ci hanno circondato. Ho visto Giacomo a terra, colpito ancora». Saranno i video a chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Nei filmati che gli investigatori stanno analizzando non si vede il lancio di bottiglie. Si vede invece l’aggressione in due fasi.
I video
Prima alcuni dei ragazzi bloccano Tognocchi e lo colpiscono. Bongiorni interviene in sua difesa e allora loro lo colpiscono. Ma secondo un testimone, e questo è il passaggio da chiarire, la vittima avrebbe colpito con una testata uno dei ragazzi. L’avvocato Nicola Forcina, difensore di fiducia del minorenne fermato per omicidio volontario, dice: «Esiste una ricostruzione alternativa, che la difesa potrà proporre». La circostanza è decisiva per derubricare l’omicidio da volontario a preterintenzionale. E oggi nell’udienza di convalida i legali cominceranno a lavorare per raggiungere l’obiettivo. Avviati anche gli accertamenti su alcol e stupefacenti. L’esame tossicologico verrà eseguito anche sul cadavere di Bongiorni.
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Il minorenne pugile
Intanto emerge che il minorenne arrestato per l’omicido è stato un pugile della Puglilistica Massese. Il ragazzo, racconta Repubblica, avrebbe partecipato a diversi incontri e ottenuto vittorie, fino a qualificarsi alla semifinale dei campionati giovanili italiani nella categoria junior sotto i 50 chili. Suo padre si era anche presentato in palestra qualche tempo fa: «Vorrei che ricominciasse ad allenarsi». Era preoccupato perché il ragazzo aveva amicizie descritte come poco raccomandabili. Il minorenne è finito in carcere a Genova perché avrebbe colpito Bongiorni con due cazzotti, il primo dei quali ha buttato a terra l’uomo. Poi avrebbe sferrato un altro colpo quando era a terra.
Scoolboy
«Il ragazzo ha fatto attività agonistica fino a tre anni fa, disputando diversi match da schoolboy, cioè a 13 e 14 anni, e non frequentava più la nostra palestra da tre anni», specificava ieri il presidente della Pugilistica Massese. Dalla società sportiva rivolgono «vicinanza alla famiglia colpita e segnata da un così efferato delitto. Diffidiamo chiunque voglia speculare su questo gravissimo atto associando la violenza alla nostra società sportiva, che da anni svolge una missione altamente educativa e formativa verso i più giovani».
