Pedro Pascal in tribunale contro il distillato cileno “Pedro Piscal”: l’omonimia che non piace all’attore

Dopo Kate Perry VS Katie Perry, arriva ora la controversia legale che vede scontrarsi Pedro Pascal, notissimo attore cileno naturalizzato statunitense, con un commerciante di pisco cileno, un tipico distillato che viene prodotto nella zona centro-settentrionale del paese, che ha deciso di chiamare il suo prodotto Pedro Piscal.
Il distillato cileno e la scelta del nome “giusto”
David Harrera, imprenditore 41enne cileno, aveva registrato il suo marchio nel 2023. Quello di Pedro Piscal non era il primo nome che aveva provato per il suo distillato: «Abbiamo provato diversi nomi e alla fine Pedro Piscal è rimasto quello giusto», ha dichiarato. Eppure, dopo qualche tempo, aveva cominciato a ricevere comunicazioni poco amichevoli da parte degli avvocati del famoso attore: «Stavamo organizzando un viaggio nella regione di Pisco quando improvvisamente abbiamo iniziato a ricevere email dai toni molto duri da parte di avvocati. Io, una semplice mortale, che ricevo email da un attore superstar? Mi ha spaventato un po’».
La reazione di Pedro Pascal
Dal canto suo, l’attore, celebre per aver interpretato ruoli celebri del calibro di Oberyn Martell in Game of Thrones, o dell’agente Javier Peña in Narcos o anche del protagonista in The Mandalorian e The Last of Us, avrebbe scelto di non presenziare all’udienza in tribunale, ma avrebbe fatto sapere che reputa necessario un controllo del brand a causa della sua somiglianza con il suo nome e il suo marchio.
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Le altre battaglie di piccoli brand contro i big di Hollywood
Come riporta il The Guardian, sono molte le quasi omonimie sfruttate dai brand per avere più successo sul mercato. Così un’azienda produttrice di miele ha avuto l’idea di optare per il nome Miel Gibson e di utilizzare un’immagine di Brave Hurt nel suo logo. Citata in giudizio dal quasi omonimo, Mel Gibson, avrebbe però vinto la causa ottenendo il diritto di continuare a usare il suo nome.

Nessuna controversia legale invece per il lavaggio Star Wash che, con un’insegna pericolosamente ispirata al logo di Star Wars, in barba al copywright continua a mantenere il suo logo e a immortalarlo in video divertenti su Instagram. Come quello in cui un finto Darth Vader si sfida con un improbabile Neo, fuori dall’autolavaggio. Il suo proprietario, Matías Jara, ha commentato: «Scherziamo e ci prendiamo sempre in giro. Cambiamo i testi delle canzoni in inglese per renderli più “cileni” e ci piacciono i giochi di parole: adoro Star Wars e volevo semplicemente distinguermi con il mio marchio». Del resto, l’umorismo è di strada nel quartiere, dove una copisteria a pochi passi dall’attività commerciale di Jara ha deciso di chiamarsi Harry Plotter.
Un’ultima vittoria legale era stata quella del panificio di Santiago dal nome Superpan, che per trent’anni aveva mantenuto il suo nome e utilizzato immagini di Clark Kent e del suo famoso simbolo “S”. Citata in giudizio nel 2020 dalla DC Comics, avrebbe vinto la causa mantenendo il diritto a usare il nome di sempre.
