Le nuove rivelazioni sul caso Epstein potrebbero portare il primo ministro britannico Keir Starmer a dimettersi

Il primo ministro britannico Keir Starmer è travolto da una nuova crisi politica legata agli Epstein files, mentre le opposizioni tornano a chiederne le dimissioni. Un’inchiesta del Guardian rivela che il governo ha nominato Peter Mandelson ambasciatore a Washington nonostante un primo controllo negativo dei servizi di sicurezza. Il governo afferma che nessun ministro, incluso lo stesso Starmer, aveva ricevuto informazioni su quel diniego all’epoca. Da Parigi, dove partecipa al vertice sulla navigazione marittima nello stretto di Hormuz, il premier definisce «sbalorditivo» e «imperdonabile» non essere stato informato, ma le opposizioni contestano la sua ricostruzione e la considerano poco credibile.
Chi è Mandelson
La nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti, all’inizio del 2025, aveva già suscitato forti polemiche. Figura storica del Labour ed ex Commissario europeo al commercio (2004-2008), è noto per una carriera segnata da scandali. Era stato costretto a dimettersi due volte dal governo diTony Blair, nel 1998 per un prestito non dichiarato e nel 2001 per aver favorito la richiesta di passaporto di un imprenditore indiano. Già all’epoca della nomina, inoltre, era di dominio pubblico la sua amicizia con Jeffrey Epstein, mantenuta anche dopo la condanna del finanziere nel 2008. Ora nuove ricostruzioni indicano che la sua nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti sarebbe avvenuta nonostante non avesse superato i controlli di sicurezza iniziali, ma l’incarico gli sarebbe stato comunque conferito. Nel febbraio Mandelson è stato arrestato durante un’indagine sulla presunta diffusione di documenti e informazioni governative riservate, riferite al periodo in cui era ministro.
Starmer sempre più in difficoltà
Per Starmer la vicenda è particolarmente delicata, perché riguarda una nomina approvata dal suo governo nel febbraio 2025, quando il legame tra Mandelson ed Epstein era già noto. La crisi si è aggravata con una serie di dimissioni ai vertici di Downing Street, tra cui quelle del capo di gabinetto Morgan McSweeney e del direttore della comunicazione Tim Allan. Il premier, da parte sua, ha sempre sostenuto di non conoscere la reale portata del rapporto tra l’ambasciatore ed Epstein, ma questa linea difensiva è contestata per via delle nuove rivelazioni sul mancato via libera dei servizi di sicurezza. Da Parigi, il primo ministro si è detto «assolutamente furioso», aggiungendo che lunedì esporrà al Parlamento tutti i fatti «in piena trasparenza».
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L’opposizione è unanime nel chiedere le sue dimissioni
Le opposizioni sono compatte nel chiedere le dimissioni del primo ministro, accusandolo di aver fornito informazioni fuorvianti al Parlamento. Il premier ha così portato avanti la sua linea di difesa, giudicata però non credibile. La leader del Partito Conservatore, Kemi Badenoch, ha denunciato la «disonestà» del Primo Ministro sul caso X, affermando che «dovrebbe dimettersi».

Il caso ha inoltre generato tensioni anche all’interno del Partito Laburista, in un momento in cui Starmer affronta una fase politica difficile segnata da un calo di popolarità e dalle elezioni locali sempre più vicine.
