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La guerra in Medio Oriente fa salire il prezzo dell’acqua minerale: così il blocco di Hormuz si fa sentire anche sulle bottigliette di plastica

18 Aprile 2026 - 16:33 Alba Romano
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Il Codacons presenta un esposto all'Antitrust: «Gli impatti del conflitto in Iran non sono distribuiti in modo uniforme lungo la filiera»

La crisi in Medio Oriente rischia di far salire i prezzi al dettaglio anche di bevande e acqua minerale, al punto che una bottiglia da 1,5 litri potrebbe a breve costare fino a 5/6 centesimi di euro in più. Lo denuncia il Codacons, che afferma di essere entrato in possesso di alcune comunicazioni formali di aggiornamento dei prezzi da parte dei produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film utilizzati per l’acqua minerale e le bevande in generale. Secondo l’associazione di difesa dei consumatori, questi rialzi potrebbe tradursi in una stangata da 606 milioni di euro annui sui consumatori italiani. Non solo: potenzialmente, rischia di verificarsi anche una carenza nelle forniture di acqua minerali nei negozi e supermercati.

L’esposto all’Antitrust

Il Codacons ha inviato un esposto all’Antitrust, affinché accerti la legittimità delle pretese economiche e identifichi possibili fenomeni speculativi. Dai documenti in possesso dell’associazione emerge come «negli ultimi giorni una pluralità di operatori attivi nei settori delle materie plastiche e del packaging abbia trasmesso ai propri clienti comunicazioni accomunate dalla richiesta di revisione delle condizioni economiche dei contratti già in essere mediante l’introduzione di sovrapprezzi, surcharge o clausole di adeguamento straordinario con conseguente richiesta di rinegoziazione immediata dei contratti e, in taluni casi, con la previsione di sospensione delle forniture in assenza di accettazione delle nuove condizioni».

La denuncia del Codacons e i rincari su acqua e bevande analcoliche

Le pretese dei colossi della plastica, denuncia il Codacons, potrebbero determinare un rincaro nell’ordine del +20% per l’acqua minerale e del +10% per le bevande analcoliche. A ciò si deve aggiungere il rischio, che proprio all’inizio della stagione più calda, il consumatore potrebbe non trovare la propria acqua minerale sugli scaffali a seguito della mancata consegna del polimero da parte dei produttori di plastica. «È indubbio che il conflitto in Medio Oriente abbia determinato tensioni sui mercati energetici e logistici, con inevitabili riflessi sui costi di produzione e trasporto. Tuttavia – evidenzia il Codacons – tali impatti risultano per loro natura progressivi, differenziati e non uniformemente distribuiti lungo l’intera filiera».

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