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Il mistero delle tante statue religiose decapitate nel Frusinate, l’appello del vescovo ai parroci: «Vigilate». Indaga la Digos

19 Aprile 2026 - 21:51 Anna Clarissa Mendi
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Finora si contano otto episodi, con casi analoghi anche ai danni delle edicole votive. Il vescovo scrive una lettera ai cittadini: «Fate da sentinelle per tutelare il patrimonio religioso»

C’è un mistero su cui gli inquirenti non riescono ancora a fare chiarezza e che ha a che fare con le statue religiose nel Frusinate. O meglio, con le loro teste. Nell’ultimo periodo, infatti, si sono registrati otto episodi di decapitazione di immagini sacre. Gli ultimi atti vandalici si sono verificati a Ceccano, dove sono state danneggiate una statua di Padre Pio, alta circa 30 centimetri, e quella della Madonna del Fiume. Una raffigurazione di Gesù è stata colpita al volto con tale violenza da staccarsi dal corpo, mentre anche la statua della Vergine è stata profanata. Da alcuni giorni si segnalano episodi analoghi anche ai danni delle edicole votive – piccoli luoghi di culto incastonati nei muri degli edifici – su cui indagano i carabinieri. Tra i casi anche quello di Pofi, dove è stata colpita la statua della Madonna del Carmine custodita in una cappella sacra. 

Finora otto casi, le telecamere hanno ripreso una donna

In tutta la provincia di Frosinone i casi sono ormai otto. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e riscontri. Le telecamere di sorveglianza – scrive il Corriere della Sera – avrebbero ripreso una figura femminile allontanarsi rapidamente dopo un episodio nella chiesa di San Benedetto a Frosinone. Una donna sarebbe sospettata anche per fatti simili ad Anagni e Arnara, sempre nel Frusinate. Le indagini coordinate dal dirigente della squadra Volanti, Gianluca Di Trocchio, sono state affiancate anche dalla Digos. Tra le ipotesi al vaglio: il «gesto di una persona esaltata», un «movente fanatico» oppure «fenomeni di emulazione».

La lettera del vescovo

Nel frattempo, il vescovo di Frosinone, Santo Marcianò, in una lettera inviata a tutti i parroci, ha invitato la popolazione «a non abbassare la guardia e a fare da sentinelle per tutelare il patrimonio religioso». «Mi auguro – ha aggiunto – che presto le forze dell’ordine chiariscano la natura di questi episodi. Intanto dobbiamo restare vigili: otto casi nella diocesi di Anagni-Frosinone sono un numero rilevante. Potrebbe trattarsi di coincidenze, ma anche di qualcosa di più preoccupante». Il vescovo ha poi sottolineato che «la distruzione di una statua o il disordine in una chiesa, per quanto dolorosi, ricordano che la nostra missione va oltre le mura. Siamo chiamati, oggi più che mai, a custodire la fede. Se si può colpire il gesso o il legno, non si deve intaccare la solidità della nostra speranza. La risposta cristiana non è la reazione, ma la riparazione: attraverso la preghiera comune, l’adorazione eucaristica e la testimonianza della mitezza, evitando sentimenti di rabbia. Il tempio più prezioso da proteggere resta quello del cuore e della comunione fraterna», conclude. 

Foto copertina: FACEBOOK

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