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Capaci è il primo comune che permette l’obiezione di coscienza preventiva: ecco come funziona

26 Aprile 2026 - 14:19 Francesca Milano
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In Italia il servizio militare di leva non è stato abolito ma è solamente sospeso. Ecco perché i Comuni devono continuare a inviare alla Difesa ogni anno gli elenchi dei 17enni. Ma il Comune di Capaci ha avuto un'idea

Capaci, alle porte di Palermo, è il primo Comune a raccogliere in anticipo le dichiarazioni di obiezione di coscienza in vista di un’eventuale leva militare. A lanciare l’iniziativa è il sindaco Pietro Puccio, che durante un’assemblea cittadina dal titolo “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace” ha invitato i cittadini a esprimere fin da ora la propria scelta: servizio civile invece di servizio militare, nel caso in cui l’Italia dovesse ripristinare la leva obbligatoria.

Gli elenchi dei “richiamabili”

L’idea parte da un aspetto poco noto: nonostante il servizio di leva sia sospeso, i Comuni devono continuare a trasmettere ogni anno al ministero della Difesa gli elenchi dei diciassettenni, inseriti tra i “richiamabili” in caso di leva attiva. Il sindaco di Capaci propone di affiancare a queste liste una dichiarazione preventiva di chi sceglierebbe l’obiezione di coscienza. L’iniziativa è estesa anche agli adulti tra i 18 e i 45 anni. «Non voglio incentivare l’obiezione – ha precisato il sindaco al quotidiano Avvenire – ma informare che esiste una strada».

Militare solo sospeso, non abolito

Oggi, però, una dichiarazione anticipata non ha valore giuridico vincolante perché l’obiezione di coscienza viene riconosciuta solo al momento della chiamata alle armi, secondo procedure stabilite. Per questo l’iniziativa di Capaci ha soprattutto un significato simbolico e politico. In Italia, la leva obbligatoria non è stata abolita ma solo sospesa dal 2005, durante il governo guidato da Silvio Berlusconi. Questo significa che potrebbe essere riattivata con un decreto in caso di guerra o grave crisi, e per questo le liste comunali continuano a esistere. In caso di ripristino, resterebbe la possibilità di scegliere il servizio civile come alternativa.

L’invito agli altri sindaci

«Ognuno di noi, nel suo piccolo, ha il dovere di scendere in campo per la pace», ha detto Puccio, che invita anche agli altri sindaci e seguire il suo esempio. «Finora non ho avuto risposte istituzionali – aggiunge – ma sono contento perché tante associazioni mi hanno contattato. Qualcosa si muove».

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