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Sparatoria al gala dei corrispondenti con Trump: arrestato l’aggressore, voleva colpire i membri dell’amministrazione. Come ha fatto a entrare armato – Il video

26 Aprile 2026 - 12:46 Giovanni Ruggiero
Secondo la polizia è ancora presto per definire un movente preciso dell'attentatore. Agli agenti avrebbe ammesso di voler colpire «funzionari dell'amministrazione Trump». All'evento c'era anche il vice JD Vance, evacuato prima del presidente Usa
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Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell’hotel Hilton di Washington, dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, alla quale per la prima volta partecipava da presidente Donald Trump. Gli spari sono avvenuti a pochi metri dal presidente americano e da tutti i principali membri del suo governo, dal vicepresidente JD Vance all’attorney general Todd Blanche fino al capo dell’FBI Kash Patel. Nel salone circa 2.600 giornalisti, terrorizzati, hanno cercato di trovare riparo sotto ai tavoli e dietro le colonne. Il corrispondente de La Stampa Alberto Simoni, che si trovava a pochi metri dall’incidente, ha raccontato all’Ansa che al suono degli spari «la gente si è buttata sotto i tavoli o dietro le colonne cercando un riparo» in preda al panico. Anche il veterano della Cnn Wolf Blitzer, a pochi metri dallo sparatore, è stato salvato da un agente del Secret Service che lo ha buttato a terra.

Chi è l’aggressore e chi voleva colpire

Secondo il ministro della Giustizia ad interim, Todd Blache, nel mirino dell’aggressore delle cena dei corrispondenti della Casa Bianca c’erano i membri dell’amministrazione Trump. Blache ha anche reso noto che l’aggressore, Cole Tomas Allen, 31enne, ha viaggiato in treno dalla California a Chicago e poi ha raggiunto Washington, dove ha fatto il check in come ospite dell’albergo dove si teneva il gala.

L’evacuazione di Trump e Vance: un agente ferito, protocollo di emergenza attivato

Trump e Vance sono stati subito evacuati dagli agenti del Secret Service armati di mitra in due direzioni opposte. Prima è stato portato via il vice, poi il presidente americano, messo a terra dalla scorta che lo ha fisicamente coperto in attesa dell’evacuazione, così come previsto dal protocollo. L’aggressore è stato colpito da un agente, mentre un altro agente è rimasto ferito ed è stato ricoverato in ospedale: grazie al giubbotto antiproiettile se la caverà. La scena si è svolta nello stesso luogo simbolico della capitale americana dove nel 1981 l’allora presidente Ronald Reagan rimase ferito in un tentato assassinio.

Trump: «Un lupo solitario»

L’aggressore è stato portato al pronto soccorso anche l’autore della sparatoria. Trump sul suo social Truth ha pubblicato la foto dell’aggressore immobilizzato per terra. Il presidente Usa, in una conferenza stampa subito dopo la sparatoria, ha rivelato che si tratterebbe di «un lupo solitario» che «voleva uccidere». Il tycoon, con ancora indosso lo smoking per la serata di gala, dal palco della stampa della Casa Bianca ha anche rivelato che l’uomo aveva «molte armi», senza fornire altri dettagli. La procuratrice di Washington Jeanine Pirro ha poi spiegato che l’uomo aveva con sé un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli.

Trump pubblica la foto dell'attentatore al gala dei corrispondenti
Trump pubblica la foto dell’attentatore al gala dei corrispondenti

Trump dopo la sparatoria

Il presidente ha parlato ai giornalisti in modo inusualmente calmo e ha ringraziato il Secret Service. Trump, vittima di un tentato assassinio durante un evento per la campagna elettorale del 2024 in Pennsylvania, ha chiesto agli americani «di risolvere le differenze pacificamente». «Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti», ha detto riferendosi anche all’omicidio del leader del movimento di destra Turning Point, Charlie Kirk. Il tycoon ha ringraziato la first lady Melania «per il coraggio e la pazienza» in questa circostanza estrema e ha promesso che entro un mese la serata sarà riorganizzata.

I dubbi sulla sicurezza: come ha fatto ad entrare armato

Quello che adesso l’FBI e la polizia di Washington dovranno stabilire è come sia possibile che un uomo armato fino ai denti sia riuscito ad entrare ad un evento al quale era presente non solo il commander-in-chief ma anche mezzo governo. Per Trump il luogo del gala «non è particolarmente sicuro». L’incidente ha provocato shock tra i corrispondenti e gli abitanti della capitale americana. La vedova di Charlie Kirk, Erica, presente al gala, è rimasta comprensibilmente sotto shock per la sparatoria. «Voglio solo andarmene», avrebbe detto la donna a un reporter della CNN dopo l’incidente. Lunedì prossimo Allen comparirà davanti a un giudice federale e dovrà rispondere delle accuse di aver utilizzato un’arma da fuoco durante un crimine violento e di aver aggredito un agente federale.

Sparatoria Trump, la solidarietà di Meloni e dei vicepremier

La premier Giorgia Meloni è stata tra le prime in Italia a manifestare vicinanza al presidente americano dopo gli spari alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. In un post su X, riportato dall’Ansa, ha indirizzato «piena solidarietà» a Trump, alla First Lady Melania, al vicepresidente JD Vance e a tutti i presenti, scandendo che «nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie» e definendo la difesa del confronto civile «l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante». Sulla stessa linea i due vicepremier. Matteo Salvini ha parlato di «ennesimo segnale inquietante», invocando dialogo e buonsenso, mentre Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha ringraziato il Secret Service per aver bloccato l’aggressore e ha rilanciato il dovere di «rasserenare il clima del dibattito politico, a tutte le latitudini».

Le reazioni dei leader europei: Sánchez, Kallas e Starmer

Ai messaggi italiani si sono aggiunti quelli di diversi leader europei. L’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas si è detta su X «sollevata» per il fatto che tutti i presenti, compreso Trump, stiano bene, ribadendo che «la violenza politica non ha posto in una democrazia» e ricordando che la cena era un appuntamento dedicato alla libertà di stampa. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha condannato l’aggressione con un messaggio asciutto: «La violenza non è mai la soluzione. L’umanità potrà progredire solo attraverso la democrazia, la convivenza e la pace». Il primo ministro britannico Keir Starmer si è detto «scioccato dalle scene» di Washington, esprimendo sollievo per la sicurezza del presidente, della First Lady e degli ospiti, e avvertendo che ogni attacco «alle istituzioni democratiche o alla libertà di stampa deve essere condannato nei termini più forti possibili».

Il messaggio di Netanyahu: «Scioccato per il tentato assassinio»

Da Israele è arrivato uno dei commenti più duri. Il premier Benjamin Netanyahu, riporta sempre l’Ansa, ha parlato apertamente di «tentato assassinio» del presidente Trump, dicendosi scioccato per quanto avvenuto in occasione della cena dei corrispondenti. In un post su X firmato anche a nome della moglie Sara, il capo del governo israeliano si è detto «sollevato» per la sicurezza del presidente e della First Lady, ha augurato una pronta guarigione all’agente ferito e ha tributato un omaggio al Secret Service statunitense per «l’azione rapida e decisiva» con cui ha bloccato l’aggressore.