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Il Parlamento europeo vuole un bilancio Ue da oltre 2mila miliardi. Web tax, scommesse e criptovalute: da dove potrebbero arrivare i soldi

28 Aprile 2026 - 14:05 Simone Disegni
Metsola von der Leyen
Metsola von der Leyen
Via libera ad ampia maggioranza alla posizione sul bilancio 2028-34. Ora inizia il braccio di ferro con gli Stati membri (divisi)

Da Strasburgo – Aumentare le risorse comuni Ue per i prossimi sette anni oltre quota 2mila miliardi di euro, per far fronte alle sfide di un mondo irriconoscibile sino a pochi mesi fa. Lo chiede a gran voce il Parlamento europeo, che oggi ha adottato con una solida maggioranza di “larghe intese” la sua posizione negoziale sul prossimo bilancio pluriennale, quello che regolerà i fondi Ue per il periodo 2028-34. Nel mandato negoziale approvato con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni Il Parlamento chiede di costruire un bilancio comune da 2.010 miliardi di euro (a prezzi correnti), circa il 10% in più di quanto proposto nei mesi scorsi dalla Commissione. E lancia così il guanto di sfida agli Stati membri, mai così divisi come in questa fase sulla quantità di denaro da mettere a fattor comune: Germania, Olanda e gli altri “frugali” non intendono mettere un solo euro in più (la base del bilancio sono i contributi nazionali) e chiedono se mai di razionalizzare le spese Ue; Italia, Francia e Polonia spingono per un budget più generoso, in particolare per i fondi di coesione e agricoltura, ma hanno idee diverse sulle fonti da cui quei soldi dovrebbero provenire.

Dall’Erasmus ai trasporti, i programmi Ue su cui investire (di più)

Rispetto alla proposta messa a punto dalla Commissione, il Parlamento europeo chiede in particolare di tornare a spacchettare i programmi di spesa per agricoltura (Pac) e pesca, i fondi di coesione (i vecchi “fondi strutturali” per le regioni) e il Fondo sociale europeo, che l’esecutivo Ue ha proposto di unire in nuovi “piani di partenariato” nazionali e regionali gestiti con la logica del Pnrr. Chiede poi di aumentare le risorse per alcuni programmi considerati imprescindibili per dare la scossa all’economia europea: dunque quelli per la competitività (Fondo europeo per la competitività), l’università e la ricerca (Erasmus+ e Horizon Europe), i trasporti (Connecting Europe Facility), l’ambiente (Life) e la sanità (EU4Health). Così come i fondi per obiettivi strategici di politica estera dei prossimi anni: l’allargamento, lo sviluppo, il sostegno all’Ucraina, la cooperazione multilaterale e gli aiuti umanitari.

La sfida di nuove tasse Ue

Da dove dovranno provenire le risorse aggiuntive che il Parlamento auspica per il prossimo bilancio pluriennale? Non da contributi extra degli Stati membri, con bilanci a loro volta sotto evidente stress per la guerra nel Golfo. Piuttosto dalla creazione di nuove risorse proprie (leggi, tasse) con cui l’Ue potrà auto-finanziarsi: tra le proposte messe sul tavolo spiccano quelle di una web tax Ue, di un prelievo sul gioco d’azzardo online e/o sulle plusvalenze delle criptovalute, o ancora dell’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Così gli eurodeputati del fronte di maggioranza calcolano che l’Ue potrebbe generare circa 60 miliardi di euro aggiuntivi, utili in parte pure a coprire le uscite di cassa cui l’Ue dovrà far fronte nei prossimi anni per rimborsare gli interessi sul debito comune contratto per finanziare il maxi-programma NextGenerationEU.

Cosa succede ora

Il Parlamento europeo si presenterà dunque al tavolo dei negoziati che presto inizieranno con il Consiglio – con la Commissione nel ruolo di honest broker, ha detto stamattina il responsabile del Bilancio Piotr Serafin – come interprete della linea più ambiziosa. «Abbiamo adottato una posizione forte, che bilancia priorità nuove e tradizionali con un aumento moderato del 10%. Invitiamo il Consiglio europeo a fare un passo avanti, dare seguito alle nostre proposte e concordare un bilancio solido e tempestivo», ha rivendicato dal Ppe il co-relatore romeno Siegfried Mureşan. Piena convergenza o quasi, per una volta, con i socialisti, che chiedono impegni forti sui programmi di spesa per cittadini e imprese. «La politica agricola comune, i fondi di coesione, Horizon Europe, Erasmus+ non sono retaggi del passato, ma il fondamento della solidarietà europea e i motori del nostro futuro», ha detto l’altra co-relatrice del centrosinistra, la portoghese Carla Tavares.

Foto di copertina: La presidente della Commissione Ursula von der Leyen e quella del Parlamento europeo Roberta Metsola firmano l’accordo sulle relazioni tra le due istituzioni – Strasburgo, 28 aprile 2026 (Ansa/Epa – Ronald Wittek)

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