I funerali di Zanardi a Padova, la sua handbike davanti all’altare. Il figlio: «Non serve essere Alex per avere una vita meravigliosa» – Il video
Si è conclusa poco dopo le 13, la cerimonia funebre a Padova per Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e simbolo del paralimpismo, scomparso lo scorso primo maggio all’età di 59 anni. Il feretro è stato sistemato all’esterno della Basilica di Santa Giustina dove una lunga fila di persone è in coda per poter salutare il campione per l’ultima volta. Al momento dell’uscita della bara, sono state diffuse le note di Ti insegnerò a volare (Alex), brano scritto da Roberto Vecchioni e Francesco Guccini nel 2018 e dedicato all’ex pilota.
Le parole del figlio Niccolò
«Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa: chiunque può vivere una vita piena e gratificante. Auguro a tutti, per primo a me stesso, di saper trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì nascono quelle più grandi», ha detto Niccolò Zanardi durante il funerale del padre. «Quando si faceva il caffè e impastava la pizza, lo faceva sempre col sorriso – racconta -. E allora lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto, però quando la vedi con i tuoi occhi la capisci meglio: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione».
L’omelia di don Marco Pozza e la lettera di Papa Francesco
A celebrare le esequie è stato don Marco Pozza, parroco del carcere Due Palazzi di Padova. Nel corso della cerimonia, il sacerdote ha letto la lettera che Papa Francesco inviò a Zanardi nel giugno 2020, dopo il secondo grave incidente: «Carissimo Alessandro, la tua storia è un esempio di come si possa ripartire dopo uno stop improvviso. Ci hai insegnato a vivere da protagonisti, trasformando la disabilità in una lezione di umanità. Grazie, Alessandro, per aver dato forza a chi l’aveva perduta».
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Nell’omelia, Pozza ha ripercorso le origini del campione paralimpico attraverso le sue stesse parole: «L’inizio di questa storia è semplicissimo. Sono nato figlio di un saggio idraulico e di una madre casalinga che, la sera, per arrotondare lo stipendio, cuciva le asole delle camicie. Spesso mi alzavo nel cuore della notte e vedevo una luce accesa: era mia madre che lavorava». Il sacerdote ha poi aggiunto un’immagine evocativa: «Mi sono immaginato Dio che incontra Alex. Lui non sa cosa dire e Dio gli chiede: posso suggerirtelo io? Poi lo saluta: ciao Alex, Zanardi da Castelmaggiore. E voi giornalisti non cercatelo più in via De Gasperi: Alex vive nelle storie dei ragazzi di Obiettivo3 e, anche da morto, continuerà a parlare di obiettivi».

La cerimonia funebre a Padova
Per volontà della famiglia, le esequie nella Basilica di Santa Giustina non sono state trasmesse in diretta televisiva. Per permettere comunque la partecipazione di tifosi, amici e colleghi, il Comune ha allestito un maxischermo nel vicino Prato della Valle. La moglie Daniela e il figlio Niccolò hanno accompagnato il feretro all’ingresso della basilica, salutando la folla con le mani giunte in segno di ringraziamento. All’esterno, sotto la pioggia, erano presenti numerose persone in attesa di un ultimo saluto. All’interno della chiesa, oltre duemila persone hanno preso posto fin dalle prime ore del mattino. Tra i presenti anche il cantante Gianni Morandi, Bebe Vio, che è arrivata assieme all’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore.
Sull’altare i suoi atleti e la handbike
Davanti all’altare è stata collocata l’handbike con cui Zanardi conquistò l’oro alle Paralimpiadi di Giochi Paralimpici di Londra 2012, poi donata al Museo della Medicina di Padova. Un simbolo tra i tanti che raccontano la sua straordinaria carriera: pilota in Formula Uno e CART, campione paralimpico con 16 ori e 7 argenti tra Paralimpiadi e Mondiali, ma soprattutto esempio di forza e determinazione dopo aver perso le gambe nel grave incidente del 2001. Tra i primi presenti alla cerimonia, i giovani di Obiettivo3, l’associazione da lui fondata per promuovere la handbike, insieme a figure di rilievo del mondo sportivo come Stefano Domenicali, Jörg Kottmeier, Luca Pancalli, Gian Carlo Minardi e l’atleta paralimpica Giusi Versace.

«Alex siamo tutti noi»
A celebrare le esequie, don Marco Pozza, il parroco del carcere Due Palazzi di Padova. «Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma non mi importava: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore, questo mi importa». Lo ha detto prima di celebrare il rito funebre. «Alex siamo tutti noi? Dipende, se oggi sapremo cogliere questa eredità e farla nostra oppure se oggi la vivremo come uno show», ha concluso.

Foto copertina: ANSA/NICOLA FOSSELLA | Il feretro di Alex Zanardi all’esterno della Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle, dove si svolgono i funerali dell’ex pilota, 5 maggio 2026
