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Effetto newstalgia: torna Megan Gale, ma ha cambiato gestore. E scoppia lo scontro tra Iliad e Fastweb

07 Maggio 2026 - 23:15 Francesca Milano
megan gale
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Fastweb (cioè la ex Vodafone) accusa Iliad di concorrenza sleale. Ma nel 2006 era stata proprio lei a rubare il testimonial (Valentino Rossi) a un'altra concorrente (Tim)
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Qualcuno la chiama “newstalgia“, qualcun altro semplicemente “genialata“: che siate degli esperti di marketing o dei semplici spettatori tv, lo spot tv più discusso della settimana non può avervi lasciati indifferenti. Dopo quasi vent’anni sugli schermi di tutta Italia è tornata Megan Gale, oggi 51enne. Stessa chioma bruna, stesso colore del vestito, diverso marchio da pubblicizzare. Ed è proprio questo ad aver creato il caso: Fastweb (che un tempo era Vodafone) non ha gradito che la sua ex testimonial sia passata a Iliad. Ma proprio su questo “passaggio” si gioca tutto il messaggio pubblicitario.

La protesta di Fastweb

I vertici di Fastweb hanno inviato all’amministratore delegato di Iliad, Benedetto Levi, una lettera in cui sostengono che la campagna «sia volutamente e dichiaratamente incentrata sul valore evocativo del personaggio, molto forte presso il target di riferimento». Il riferimento è a Megan Gale, che dal 1999 al 2008 è stata il volto delle pubblicità Omnitel e successivamente Vodafone. Secondo Fastweb, quindi, lo spot sarebbe «in contrasto con numerose norme del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale e del codice civile». Per Fastweb, in sostanza, la pubblicità di Megan Gale costituirebbe un atto di concorrenza sleale. E per questo l’azienda ha chiesto a Iliad di cessare «la diffusione della campagna in questione, su qualsiasi mezzo».

Il precedente di Valentino Rossi

A Fastweb, quindi, non è andata già che la concorrente gli abbia portato via la testimonial. Eppure, nel 2006 proprio Fastweb aveva fatto lo stesso, soffiando Valentino Rossi alla Tim. Fino al Natale 2005 il campione appariva insieme a Christian De Sica negli spot della tariffa Tim Tribù, e dal mese di gennaio invece era passato a indossare la “maglia gialla” di Fastweb, prima nelle pubblicità sui giornali e poi, il mese dopo, nello spot tv.

La risposta di Iliad

«Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace», ha commentato ironicamente su LinkedIn Benedetto Levi postando la lettera ricevuta da Fastweb, sotto la quale ci sono migliaia di like e centinaia di commenti. E anche su X lo spot ha scatenato condivisioni e messaggi, molti dei quali dicono “Aridatece la Christmas Card!”. Questo è il segnale che l’effetto nostalgia voluto dallo spot è stato raggiunto. Vedere Megan Gale significa fare un viaggio nel tempo a venti anni fa, quando Whatsapp non esisteva, ogni messaggino si pagava e si aspettava con ansia la promozione natalizia.

Che cos’è la newstalgia

In termini di marketing, più che di nostalgia si parla di “newstalgia”, ossia della tendenza che reinterpreta e attualizza elementi del passato, fondendo tradizione e innovazione, per creare una connessione emotiva con gli spettatori/consumatori. Quella di Iliad non è la prima e non sarà certo l’ultima operazione newstalgia: recentemente si è molto parlato dello spot Tim con Massimo Lopez, ma lo stesso effetto è stato ottenuto da Poste Italiane con la pubblicità in cui viene citata la canzone di Antonello Venditti, Notte prima degli esami. A qualcuno piace, a qualcuno no. Ma “è la pubblicità, bellezza”.

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