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Giorgia Meloni archivia l’era Orbàn, primo incontro a Roma con Péter Magyar: «Ma Italia e Ungheria restano contro l’immigrazione illegale» – Il video

07 Maggio 2026 - 16:07 Simone Disegni
Il leader di Tisza ricevuto a Palazzo Chigi ancor prima di diventare premier: si insedierà sabato. La spinta per l'allargamento Ue (ma non all'Ucraina...)
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La premier Giorgia Meloni ha ricevuto stamattina a Palazzo Chigi Péter Magyar, intrattenendosi col premier in pectore d’Ungheria per circa 40 minuti. Un segnale politico forte e chiaro, considerato che il leader di Tisza – che ha stracciato Viktor Orbàn alle elezioni dello scorso 12 aprile, spodestandolo dal potere dopo 16 anni – non è ancora entrato in carica come primo ministro: l’insediamento è in programma tra 48 ore, sabato 9 maggio, giorno di convocazione del nuovo Parlamento. Data che coincide, guarda caso, pure con la Giornata dell’Europa, le cui bandiere torneranno a sventolare a Budapest. Meloni è stata negli ultimi anni una delle principali alleate di Viktor Orbàn, e per lui si era spesa pure in campagna elettorale, comparendo in un video di sostegno internazionale al capo di Fidesz. Ma ormai quello è il passato. D’altronde nelle ultime settimane Meloni ha preso le distanze sempre più nette pure dal primo dei leader sovranisti nel mondo, Donald Trump. Il colloquio di oggi a Palazzo Chigi è servito dunque per voltare pagina. Anche se ciò non significa affatto che l’asse Italia-Ungheria non resterà a trazione centrodestra (da cui lo stesso Magyar proviene), fanno capire entrambi i leader.

Cosa si sono detti Meloni e Magyar

Il colloquio tra Meloni e Magyar «ha confermato la solidità delle relazioni tra Italia e Ungheria», fa sapere Palazzo Chigi. «Ciò con riferimento sia ai principali dossier bilaterali, a partire dalla cooperazione nel settore della difesa, sia alle tematiche prioritarie dell’agenda dell’Unione Europea, a partire dal rafforzamento della competitività europea e della gestione del fenomeno migratorio». I due leader, conclude la nota stringata, «hanno anche discusso degli attuali teatri di crisi a livello internazionale, concordando di mantenersi in stretto contatto». Ricostruzione ufficiale che fa il paio con quella diffusa da Magayr sui suoi canali social. «Italia e Ungheria condividono posizioni simili su molte questioni: lotta contro l’immigrazione illegale, adesione all’Ue dei Paesi dei Balcani occidentali, rafforzamento della competitività degli Stati membri», scrive il leader di Tisza. Che aggiunge di aver già invitato Giorgia Meloni in Ungheria, brinda all’amicizia tra i due Paesi e rilancia le immagini dell’incontro pure con un allegro video in musica.

Ucraina e migranti, come (non) cambia l’Ungheria

Narrazioni ufficiali alla mano, insomma, le due sfide su cui Meloni e Magyar contano di imperniare la nuova relazione Italia-Ungheria saranno la competitività economica europea e la lotta all’immigrazione irregolare. Su quest’ultimo punto, in particolare, il futuro premier ungherese conferma così che chi lo ha sostenuto da sinistra farebbe male ad aspettarsi grandi cambiamenti rispetto alla linea dura tenuta negli anni dal predecessore Orbàn. Dove una svolta è già arrivata è invece sul terreno dei rapporti con l’Ucraina. Dopo la batosta elettorale è stato lo stesso governo Orbàn uscente a ritirare il veto sul prestito Ue da 90 miliardi a Kiev, così che la prima tranche dovrebbe essere versata nelle prossime settimane. A Magyar premeva dare quel segnale a Bruxelles per vedersi a sua volta sbloccati circa 10 miliardi di fondi Ue congelati a Budapest per le violazioni dello stato di diritto. Ciò non vuol dire però che il nuovo governo ungherese farà un tifo sfegatato per Kiev. Non è un caso forse che nelle due note post-incontro l’Ucraina non sia mai menzionata. Magyar mette invece l’accento sulla necessità di accelerare il percorso di adesione all’Ue di altri Paesi, quelli dei Balcani occidentali. Dossier caro da sempre anche all’Italia.

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