Cade il veto dell’Ungheria, via libera finale al prestito Ue da 90 miliardi per l’Ucraina. Zelensky: «Oggi è un giorno importante»

Sono bastate meno di due settimane dalla sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni presidenziali ungheresi per sbloccare il maxi prestito europeo da 90 miliardi di euro per l’Ucraina. Il nuovo premier, Peter Magyar, in realtà non si è ancora insediato, ma il veto di Budapest è caduto. Ieri, mercoledì 22 aprile, l’iter è ufficialmente ripreso, con il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue) che ha approvato l’ultima tessera legislativa mancante per procedere con il prestito. Oggi, invece, il Consiglio ha votato il via libera finale al provvedimento, approvato all’unanimità anche del ventesimo pacchetto di sanzioni alla Russia.
La riapertura dell’oleodotto Druzhba e il dietrofront del governo Orbán
A far cadere il veto di Ungheria e Slovacchia, da tempo considerati i due Paesi europei politicamente più vicini alla Russia di Vladimir Putin, ha contribuito la riapertura dell’oleodotto Druzhba, danneggiato a gennaio da un attacco di droni russi e da allora interrotto. Pochi minuti prima del voto del Coreper di mercoledì, il gruppo petrolifero ungherese Mol ha dichiarato di essere stato informato da Kiev che i flussi di greggio sarebbero ripresi. «Secondo le informazioni a nostra disposizione il trasporto di petrolio greggio attraverso l’oleodotto dell’Amicizia dalla Bielorussia all’Ucraina è ripreso oggi alle 11:35. Secondo le nostre stime, il petrolio greggio potrebbe arrivare in Ungheria già oggi», ha annunciato Janos Boka, ministro degli Affari europei per l’uscente governo Orbán.
Il ministro è tornato a difendere la scelta di porre il veto sul prestito Ue all’Ucraina da 90 miliardi: «La sicurezza energetica dell’Ungheria e prezzi dell’energia accessibili non potevano essere garantiti in altro modo. Ciò ha portato a gravi conflitti all’interno dell’Ue, ma affrontarli in nome della tutela dell’interesse nazionale era inevitabile». L’Ungheria, ha proseguito Boka, «ha sempre aderito al principio di leale cooperazione. Bloccare la linea di credito ucraina da 90 miliardi di euro non era un fine, ma un mezzo per affermare i nostri interessi, imposto dal comportamento in malafede dell’Ucraina».
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Zelensky: «Oggi è un giorno importante»
La presidenza cipriota del Consiglio Ue ha fatto sapere che l’erogazione del prestito inizierà il prima possibile, fornendo un sostegno vitale alle esigenze di bilancio più urgenti dell’Ucraina, forse già entro la fine di maggio. Intanto, è arrivata la reazione di Volodymyr Zelensky, che su X ha applaudito allo sblocco da parte della Ue del prestito da 90 miliardi di euro: «Oggi è un giorno importante per la nostra difesa e per le nostre relazioni con l’Unione Europea. Il prestito di sostegno europeo per l’Ucraina è stato sbloccato: 90 miliardi di euro in due anni. Questo pacchetto rafforzerà il nostro esercito, renderà l’Ucraina più resiliente e ci consentirà di adempiere ai nostri obblighi sociali nei confronti degli ucraini».
Foto copertina: EPA/Stringer | Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea
