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Hantavirus, l’Ue attiva il meccanismo di protezione civile. L’Oms: «Questo non è il Coronavirus. Non è l’inizio di una pandemia»

07 Maggio 2026 - 22:48 Alba Romano
hantavirus
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Da Bruxelles precisano: «Domani nuove discussioni per definire i protocolli sulla quarantena»
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«Oggi la Commissione ha ospitato una riunione a cui hanno partecipato le autorità sanitarie e di protezione civile degli Stati membri» per «fornire gli ultimi aggiornamenti» sui casi del virus Andes della famiglia Hantavirus, comparso a bordo della Hondius e «garantire un buon coordinamento su questioni quali il rimpatrio, le linee guida sulla quarantena e la comunicazione dei rischi». Lo riferisce una portavoce dell’esecutivo Ue. «La Commissione ha informato che il meccanismo di protezione civile è stato attivato dalla Spagna», ha spiegato, aggiungendo che «domani si terranno ulteriori discussioni per esaminare e definire i protocolli sulla quarantena e le linee guida». Per il focolaio a bordo della nave da crociera sono tre le vittime e 8 i casi confermati.

Come si sta attivando l’Europa

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) «ha presentato il proprio rapporto di valutazione della minaccia e una consulenza rapida per la gestione dei passeggeri al punto di ingresso di destinazione, e ha inoltre riferito in merito alle conclusioni dell’esperto che si trova attualmente sulla nave da crociera colpita». Dal canto suo, «la Commissione ha informato che il meccanismo di protezione civile è stato attivato dalla Spagna e che qualsiasi Stato membro può richiedere capacità di trasporto, evacuazione medica o forniture mediche. Gli Stati membri possono anche offrire capacità di trasporto e la Commissione provvederà poi a coordinare l’impiego di un numero minimo di aerei». Domani inoltre la Commissione, la Spagna e i Paesi Bassi parteciperanno a una riunione dell’Iniziativa per la sicurezza sanitaria globale per coordinarsi con i membri del G7 che hanno cittadini a bordo della nave. «La tutela della salute pubblica rimane la priorità assoluta della Commissione – hanno sottolineato da Bruxelles – Continuiamo a mantenere alta la vigilanza, monitorando attentamente la situazione e lavorando in stretta collaborazione con tutte le autorità degli Stati membri interessati, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Ecdc, per garantire una risposta rapida ed efficace in ogni fase».

L’Oms rassicura: «Hantavirus non è inizio di un’epidemia o pandemia»

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha affermato oggi che l’epidemia di Hantavirus, o meglio del virus Andes che appartiene alla macrocategoria degli Hantavirus e che in questo caso prevede il contagio fra persone, «non è l’inizio di un’epidemia o pandemia». «Questo non è l’inizio di un’epidemia, ma è l’occasione perfetta per ribadire che gli investimenti nella ricerca su agenti patogeni come questo sono essenziali, perché trattamenti, test e vaccini salvano vite umane», ha dichiarato a Ginevra Maria Van Kerkhove, responsabile del Dipartimento per la prevenzione e la preparazione alle epidemie e alle pandemie dell’Oms. 

Per l’hantavirus non esistono vaccini e cure specifiche

Gli Hantavirus vengono trasmessi all’uomo dai roditori, selvatici e domestici. Sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori ma che possono occasionalmente essere trasmessi all’uomo, con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti o, meno frequentemente, tramite morsi di roditori. Il contagio interumano è documentato solo per il virus Andes nelle Americhe. Un virus raro, ma è proprio quello che interessa la nave Hondius. L’infezione da Hantavirus può portare al decesso, specialmente se non riconosciuto per tempo. Può coinvolgere i reni (nefrite), creare emorragie o sindromi polmonari. Gli Hantavirus presenti in Nord, Centro e Sud America possono causare la sindrome polmonare da Hantavirus (HCPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore. Il virus Andes appartiene a questa famiglia ed è noto per una possibile trasmissione limitata da persona a persona attraverso un contatto stretto e prolungato. Invece quelli presenti in Europa e in Asia possono causare febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), ma non c’è per ora trasmissione interumana documentata. La nefropatia epidemica (NE), è una forma lieve di HFRS osservata in Europa. Ci si può salvare? Sì, ma occorre capire che si ha davanti un Hantavirus fin dai primi momenti dello sviluppo dei sintomi. Serve un attento monitoraggio clinico e una ottima gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali.