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Sonia Bottacchiari scomparsa con i figli, la Procura ora indaga per sequestro di persona: un escursionista li avrebbe visti tra i boschi del Friuli

09 Maggio 2026 - 14:58 Cecilia Dardana
sonia bottacchiari figli
sonia bottacchiari figli
Il cambio di imputazione permetterebbe agli inquirenti di analizzare i dati digitali degli ultimi due anni. Intanto un escursionista riferisce un avvistamento attendibile: «Erano in montagna con i quattro cani»
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La Procura di Piacenza ha deciso di cambiare marcia sul caso di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli di 14 e 16 anni, di cui non si hanno notizie da oltre 18 giorni, virando verso l’ipotesi di reato di sequestro di persona. La modifica del capo di imputazione, che inizialmente era limitato alla sottrazione di minori, non è una semplice formalità ma una mossa strategica per sbloccare le indagini. Questo passaggio permetterebbe infatti ai carabinieri di avere «notevoli e più ampi margini di manovra» rispetto alla semplice localizzazione delle celle telefoniche, consentendo di scavare a fondo nei dispositivi digitali della donna fino a due anni a ritroso per ricostruire contatti, ricerche e possibili complicità che potrebbero aver favorito la fuga.

L’avvistamento nei boschi

Mentre gli inquirenti analizzano il passato digitale, una traccia concreta arriva dai monti. Una segnalazione giudicata dai carabinieri di Udine come «particolarmente interessante e attendibile» è giunta nelle ultime ore da un escursionista. L’uomo ha riferito di aver incontrato la famiglia — composta dalla donna, i due ragazzi e i loro quattro cani — in una località montana del Friuli Venezia Giulia. La notizia ha dato nuovo slancio alle ricerche sul campo: le coordinate sono state trasmesse immediatamente alle squadre di soccorso e all’equipaggio dell’elicottero dei vigili del fuoco, che stanno battendo l’area palmo a palmo, mentre l’allerta è stata estesa anche alla Slovenia dato che il confine dista solo pochi chilometri di sentieri.

L’ipotesi del «survivalismo»

L’auto della famiglia, una Chevrolet Captiva, è stata ritrovata abbandonata a Tarcento già il 6 maggio, ma all’interno non sono state trovate tracce delle tende o dell’attrezzatura che Sonia aveva acquistato prima di sparire nel nulla. Prende sempre più corpo l’ipotesi del «survivalismo»: la donna avrebbe pianificato un allontanamento volontario acquistando ricetrasmittenti, filo da pesca e persino del sale per attirare gli animali selvatici. Si sospetta che il gruppo possa aver ricevuto assistenza da qualcuno per raggiungere le zone più impervie dopo aver lasciato il veicolo, forse contatti legati a stili di vita avventurosi conosciuti l’anno precedente durante una vacanza dedicata all’arrampicata proprio in Friuli.

L’appello dell’ex marito

Tutto sembra essersi fermato alla sera del 20 aprile, data dell’ultimo contatto con l’ex marito Yuri Groppi e dell’ultimo messaggio inviato dalla figlia sedicenne per una verifica scolastica. Da allora, i telefoni sono spenti. Groppi, che segue le ricerche con angoscia, ha lanciato un appello diretto ai figli e all’ex moglie: «Se avete intrapreso qualcosa fuori dalla vostra portata, sappiate che le cose si mettono a posto. Fatevi sentire per tranquillizzarci». Anche il nonno materno, Riccardo Bottacchiari, spera in un segnale, mentre i soccorritori affrontano la sfida di un territorio vasto e pericoloso dove ogni ora che passa rende la sopravvivenza senza contatti esterni più complicata.

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