Sciopero aerei, voli a rischio l’11 maggio: si ferma EasyJet e disagi a Roma, Napoli e Palermo. Le fasce di garanzia

Lo sciopero aerei di domani 11 maggio mette a rischio centinaia di collegamenti in tutta Italia. All’agitazione nazionale proclamata dal personale EasyJet si aggiungono le proteste locali in diversi aeroporti, che colpiranno piloti, assistenti di volo e servizi di terra. Ecco tutto quello che c’è da sapere su voli garantiti, orari delle proteste e possibili cancellazioni.
Tutte le proteste
Oltre a EasyJet, infatti, dalle 12 alle 16 si fermeranno i lavoratori dei servizi di handling all’aeroporto di Palermo, con lo sciopero del personale di Asc Handling, Aviapartner e Gh Palermo. A Napoli e Roma si fermano i dipendenti di Enav dalle 10 alle 18, in una protesta proclamata da UilTrasporti. A Cagliari lo stop è previsto tra le 13 e le 17 e coinvolge il personale di Sogaer, Sogaerdyn e Sogaersecurity. Disagi anche a Roma Fiumicino, dove dalle 12 alle 16 si fermeranno i dipendenti di Adr Security, e a Varese, con lo sciopero degli operatori cargo di Alha Group e Mle-Bcube.
Quali sono le fasce di garanzia
Sul sito dell’Enac è consultabile l’elenco dei voli garantiti in caso di sciopero, pubblicato nella sezione dedicata. Durante le agitazioni, ricorda l’ente, restano attive alcune fasce orarie protette, ovvero dalle 7 alle 10 del mattino e dalle 18 alle 21 della sera, nelle quali i collegamenti devono comunque essere assicurati. Sono inoltre sempre esclusi dalle interruzioni i voli di Stato, militari, sanitari, di emergenza, umanitari e di soccorso.
Perché c’è lo sciopero
Il momento centrale della giornata sarà lo sciopero nazionale dei piloti e degli assistenti di volo di easyJet. La protesta è stata indetta dalle sigle Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Ugl Trasporto Aereo e Anpac, che denunciano il blocco della trattativa per il rinnovo del contratto e un peggioramento delle relazioni industriali, oltre a diverse criticità operative. La mobilitazione arriva dopo una serie di agitazioni già avvenute nei mesi scorsi, uno sciopero di 4 ore il 31 gennaio e un’astensione di 24 ore il 26 febbraio, senza che si siano registrati progressi concreti nei negoziati tra le parti.

