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Claudia Conte, mentre i giornalisti scioperano, Rainews24 manda in onda il suo documentario due volte

18 Aprile 2026 - 09:10 Cecilia Dardana
claudia conte
claudia conte
Nel giorno in cui i giornalisti incrociano le braccia per il rinnovo del contratto nazionale, Rainews trasmette per due volte il lavoro della giornalista che ha rivelato la relazione con il ministro Piantedosi

Nonostante lo sciopero di giovedì 16 aprile che ha svuotato giornali e palinsesti della tv, c’è un volto che sembra non conoscere soste sugli schermi Rai: quello di Claudia Conte. La giornalista, che ha recentemente rivelato la sua relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è tornata a essere un caso. Questa volta perché Rainews24 ha deciso di mandare in onda per ben due volte nello stesso giorno, alle 5:30 e alle 15:30, il documentario Benedetto Padre d’Europa, dove Conte viene intervistata sulla regola benedettina dell’«ora et labora».

La sovraesposizione di Conte in Rai

La sovraesposizione di Conte non sembra un caso fortuito, ma il risultato di una fitta rete di acquisti e contratti siglati negli ultimi anni. A differenza del documentario intitolato 2023. L’onda maledetta, vittime ed eroi, sull’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, acquistato dalla Rai per una cifra simbolica di circa 500 euro e finito in esclusiva nel catalogo RaiPlay, il documentario Benedetto Padre d’Europa è stato comprato nel 2024 da Rai Documentari sotto la direzione di Fabrizio Zappi (in quota Lega), proprio come leghiste sono le aree di influenza di Angela Mariella (che la volle a Isoradio) e Francesco Pionati (che le ha affidato La mezz’ora legale su Radio1). Ma non finisce qui: mentre Rainews24 trasmetteva il suo documentario, Rai3 lanciava le quattro puntate di Vespucci, il viaggio più lungo, con Conte nel ruolo di madrina.

Il giallo della laurea e le minacce di querela

Mentre il co-leader di Avs Angelo Bonelli incalza il governo, la sottosegretaria Matilde Siracusano ha dovuto chiarire un altro punto controverso: il titolo di studio della giornalista. Nonostante fosse stata presentata spesso come laureata alla Luiss, la realtà è diversa: Conte ha conseguito la magistrale alla telematica Pegaso. Sul punto è intervenuto con durezza il suo avvocato, Domenico Forgione, precisando che la sua assistita «non ha mai dichiarato in nessuna sede istituzionale di aver conseguito la laurea presso l’Università Luiss Guido Carli, dove tuttavia si è immatricolata ed ha sostenuto diversi esami di profitto, prima di effettuare la rinuncia agli studi e completare positivamente il proprio percorso universitario presso altro ateneo». Il legale ha inoltre smentito categoricamente l’ipotesi di un libro-verità o di complotti politici: «La tesi dell’adesione di Claudia Conte a un fantomatico complotto politico contro il governo è completamente infondata, talmente ridicola che non si può nemmeno commentare».

I conti che non tornano

Infine resta aperto il fronte economico. Se da un lato la sottosegretaria Siracusano sostiene che Conte non abbia ricevuto compensi dalla Scuola di perfezionamento per le forze di polizia «a causa dell’incompletezza della documentazione», resta senza risposta il quesito più pesante sollevato da Bonelli: le consulenze da 65 mila euro ricevute dal Ministero della Cultura. Su questo punto, il silenzio del governo e della Rai continua a far discutere, mentre i legali di Conte minacciano querele contro le «allusioni a una vicinanza di Claudia Conte ad ambienti della criminalità».

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