Regno Unito, il governo di Starmer vacilla: dimissioni eccellenti tra i ministri. Ora a Downing Street si cerca un possibile successore

Il sottosegretario di Stato parlamentare per l’innovazione e la sicurezza sanitaria del Regno Unito Zubir Ahmed ha rassegnato le sue dimissioni dal governo guidato da Keir Starmer. Il suo addio segue quello di altri tre ministri: Jess Phillips, Alex Davies-Jones e Miatta Fahnbulleh. «È chiaro, dagli ultimi giorni, che l’opinione pubblica in tutto il Regno Unito ha ormai perso irrimediabilmente la fiducia in lui come primo ministro», ha scritto Ahmed in un post sul social X. Un effetto domino che sta travolgendo i laburisti: e ora a Downing Street si starebbe già cercando un successore dopo Starmer. Tra i nomi più citati emergono quelli del ministro della Sanità Wes Streeting, del sindaco di Greater Manchester Andy Burnham e della vicepremier Angela Rayner.
Perché il governo Starmer è in bilico
Starmer è entrato in una grave crisi politica a causa del disastroso risultato del Partito Laburista alle recenti elezioni locali. A pesare una grossa fronda interna, con dimissioni a raffica nel gabinetto e un forte allarme sui mercati finanziari. La sua leadership era già indebolita dalle polemiche legate alla nomina a Washington di Peter Mandelson, successivamente dimessosi per i suoi passati legami con il finanziere Jeffrey Epstein. Starmer è stato accusato dall’opposizione di aver mentito al Parlamento sul ruolo di Mandelson.
Il candidato perfetto (se lo vuole): Wes Streeting
Il nome del Ministro della Sanità Wes Streeting viene spesso citato come possibile successore di Starmer. Il quarantatreenne è considerato un comunicatore efficace. Al Ministero della Sanità, ha fatto molto per ripristinare l’immagine dell’Nhs, il Servizio sanitario nazionale, il sistema sanitario pubblico britannico, duramente segnato negli ultimi anni da tagli, liste d’attesa record e scioperi del personale medico. Esponente dell’ala moderata e riformista del Labour, Streeting deve però fare i conti con un’eredità politica ingombrante: il suo stretto rapporto con Peter Mandelson, ex ambasciatore britannico a Washington e storico stratega del New Labour. Nonché suo mentore politico, ma anche l’uomo che ha indebolito l’immagine del governo Starmer.
Andy Burnham, il “Re del Nord” che piace anche oltre il Labour
Sul fronte opposto del partito si colloca Andy Burnham, esponente dell’ala sinistra laburista e attuale sindaco della Greater Manchester. Secondo diversi sondaggi, Burnham sarebbe oggi uno dei politici più apprezzati del Regno Unito e, stando ai bookmaker, il favorito nella corsa a una futura successione. La sua forza, secondo YouGov, sta nella capacità di attrarre consenso anche al di fuori dell’elettorato tradizionale laburista. Non a caso il soprannome di “Re del Nord” riflette il forte radicamento costruito negli anni nelle regioni settentrionali dell’Inghilterra. Ma per diventare primo ministro Burnham dovrebbe prima tornare alla Camera dei Comuni, non avendo attualmente un seggio parlamentare. La soluzione potrebbe esser quella di una dimissione pilotata in una circoscrizione sicura per il Labour, che gli consentirebbe di candidarsi a un’elezione suppletiva. Non proprio un cammino veloce. Non solo: secondo indiscrezioni circolate a Westminster, nei mesi scorsi gli uomini vicini a Starmer avrebbero ostacolato un possibile ritorno di Burnham in Parlamento. Veterano del partito, Burnham aveva già tentato la scalata alla guida del Labour nel 2015, venendo sconfitto da Jeremy Corbyn. Nella Greater Manchester lo amano: eletto sindaco nel 2017 è stato successivamente riconfermato per altri due mandati.
(in copertina Larry, il gatto di Downing Street, si aggira all’esterno della residenza ufficiale del primo ministro britannico al numero 10 di Downing Street, a Londra, l’11 maggio 2026. . EPA/TOLGA AKMEN)

