Netanyahu: «Intensifichiamo gli attacchi contro Hezbollah in Libano». Ci sarà l’appoggio Usa – La diretta

Gli Stati Uniti hanno raggiunto un «accordo di principio» con l’Iran per finire la Guerra del Golfo. Ma l’approvazione definitiva da parte dei leader di entrambe le parti potrebbe richiedere giorni. Secondo un alto funzionario Usa Teheran avrebbe detto sì a un patto che includerebbe lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito. Oltre a un ampio impegno sui principi. Le modalità con cui Teheran lo farà sono però ancora oggetto di negoziazione, ha affermato il funzionario statunitense. Lo scrivono il New York Times, la Cbs e la Cnn. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha però avvertito: «Se l’accordo non ci sarà, «risolveremo in altro modo» la questione
La fine della Guerra del Golfo
Sul fronte iraniano invece una fonte citata l’Iran dall’agenzia di stampa Tasnim e legata alle Guardie Rivoluzionarie, ripresa da Iran International, dice che la Repubblica Islamica non nutre «alcun ottimismo» nei confronti di Washington e ha descritto gli attuali scambi di messaggi con gli Stati Uniti come condotti con profondo pessimismo verso il governo americano. Secondo il rapporto, non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo e permangono divergenze su diverse disposizioni in discussione.
Le Borse
Intanto oggi 25 maggio i prezzi del petrolio sono scesi in Asia. Il prezzo del greggio Brent del Mare del Nord era in calo del 4,25% a 99,14 dollari al barile. Il greggio West Texas Intermediate (WTI) è sceso del 4,55% a 92,20 dollari al barile. Alla Borsa di Tokyo, l’indice di riferimento Nikkei è salito del 2,72% a 65.062,31 punti intorno alle 2:30 GMT. Taipei ha guadagnato il 3,1%, Shanghai lo 0,6% e Sydney lo 0,5%. Hong Kong e Seul sono rimaste chiuse lunedì, così come Londra e New York.
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L’accordo
«Sebbene il Nikkei abbia registrato forti guadagni fino alla fine della scorsa settimana, suggerendo prese di profitto, le aspettative di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran dovrebbero sostenere il mercato», ha commentato con Afp Ryotaro Sawada del Tokai Tokyo Intelligence Lab. Nonostante le notizie di una convergenza di vedute tra Washington e Teheran, «permangono divergenze su punti chiave e nessuna delle due parti sembra avere fretta di raggiungere un accordo definitivo. Che potrebbe richiedere ancora diversi giorni», sottolineano gli analisti del Monex.
Trump
«Ho incaricato i miei rappresentanti di non affrettare un accordo. Poiché il tempo è dalla nostra parte», ha scritto il presidente degli Stati Uniti sulla sua piattaforma Truth Social, avvertendo anche che il blocco imposto dal suo Paese sui porti iraniani rimarrà in vigore «fino a quando non verrà raggiunto, certificato e firmato un accordo». La presidenza «ritiene che l’approvazione dell’accordo da parte delle autorità iraniane potrebbe richiedere diversi giorni», secondo Axios. Anche se «permangono divergenze di opinione, il mercato sta assistendo a un calo dei futures WTI. Un segno che la riapertura dello Stretto di Hormuz sta iniziando a essere scontata nei prezzi», ha aggiunto Sawada.
Scatenato il 28 febbraio da un attacco israelo-americano contro l’Iran, il conflitto si è esteso a gran parte del Medio Oriente e ha causato migliaia di vittime, principalmente in Iran e Libano, dove il movimento filo-iraniano Hezbollah si è unito alle ostilità all’inizio di marzo prendendo di mira il territorio israeliano. Un cessate il fuoco è in vigore tra Iran e Stati Uniti dall’8 aprile, ma l’economia globale continua a risentire del quasi blocco dello Stretto di Hormuz, essenziale per il transito degli idrocarburi, da quasi tre mesi.
Netanyahu annuncia vasta operazione contro Hezbollah
«Siamo in guerra con Hezbollah. Oltre 600 terroristi sono stati eliminati. Non abbasseremo la guardia. Li colpiremo. Stanno usando i droni, abbiamo una squadra speciale che si occupa di questo e risolveremo anche questo problema. E’ ciò che ci impone di intensificare gli attacchi e colpirli frontalmente». Lo afferma in un video il premier israeliano Benjamin Netanyahu
Channel 12: «Usa verso ok a vasta operazione Idf contro Hezbollah in Libano»
Un alto funzionario statunitense ha dichiarato a Channel 12 che «gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un’operazione israeliana su larga scala contro Hezbollah in Libano, in seguito dell’aumento degli attacchi con droni contro Israele».
Presto potrebbe tornare internet in Iran
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha ordinato la riapertura dell’accesso internazionale a Internet, secondo quanto riportato oggi dai media statali iraniani, citando il capo del dipartimento delle comunicazioni del ministero delle Comunicazioni iraniano. Secondo il gruppo di monitoraggio di Internet NetBlocks, la maggior parte degli iraniani è rimasta senza accesso a Internet per 87 giorni. Solo pochi cittadini hanno accesso a VPN sofisticate e costose che consentono loro di aggirare le restrizioni.
Wp: «Per Iran riapertura di Hormuz in fasi, la prima con sblocco 12 miliardi di fondi»
Un funzionario iraniano al Wahsington Post ha rivelato che la riapertura dello stretto avverrà in fasi: nella prima gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni congelati, quindi avrà inizio lo smantellamento e verrà revocato il blocco americano
Trump: «I negoziati con l'Iran procedono bene, grande accordo o nulla»
«I negoziati con l’Iran stanno procedendo bene. Sarà un grande accordo per tutti, oppure nessun accordo affatto. Si tornerà sul fronte di battaglia, a sparare, ma in modo più massiccio e intenso che mai. E nessuno lo vuole». Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth
Trump lega le trattative con l'Iran agli Accordi di Abramo
È sempre sul social Truth che il presidente americano Donald Trump ha scritto sulle trattative di pace con l’Iran, legando le trattative all’ingresso dei paesi arabi negli Accordi di Abramo: «Nel corso delle discussioni che ho avuto con l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Turchia, l’Egitto, la Giordania e il Bahrein, ho affermato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti nel tentativo di ricomporre questo puzzle estremamente complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, quantomeno, aderiscano simultaneamente agli Accordi di Abramo». I leader dei paesi arabi «si sentirebbero onorati di accogliere l’Iran tra i firmatari degli Accordi di Abramo. Wow: questa sì che sarebbe una cosa davvero speciale», ha aggiunto Trump richiedendo «con fermezza che tutti i paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo e che, qualora l’Iran siglasse l’accordo con me, sarebbe un onore accoglierlo anch’esso all’interno di questa impareggiabile coalizione Mondiale». «Il Medio Oriente risulterebbe unito, potente ed economicamente forte, forse come nessun’altra area in tutto il mondo. Incarico i miei Rappresentanti di avviare il processo volto a includere la firma di tali Paesi nei già storici Accordi di Abramo», ha osservato.
Teheran, 32 navi hanno attraversato Hormuz dopo aver ottenuto il permesso
Trentadue navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver «ottenuto il permesso con il coordinamento e la sicurezza della Marina delle Guardie Rivoluzionarie». Lo dichiara la marina iraniana che ha precisato che tra le navi figuravano petroliere, navi portacontainer e altre imbarcazioni commerciali.
Media, «Ghalibaf e Araghchi in Qatar per discutere dell'accordo con gli Usa»
Il rieletto presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, sono arrivati in Qatar a Doha per incontrare il primo ministro del Qatar e discutere di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. I colloqui saranno incentrati principalmente sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sull’uranio arricchito e sui beni iraniani congelati, come testimoniato dalla presenza di Abd al-Nasser Hemmati, governatore della Banca Centrale iraniana.
Trump: «L'accordo con l'Iran o sarà grandioso o non ci sarà»
«L’accordo con l’Iran sarà o grandioso e significativo, oppure non ci sarà alcun accordo. Sarà l’esatto opposto del disastro del Jcpoa negoziato dalla fallimentare amministrazione Obama, che era una via diretta e aperta verso un’arma nucleare per l’Iran. No, io non faccio accordi del genere», lo ha scritto Donald Trump sul social Thruth. «Rido di tutti quei `Dumocratici´, RINO e sciocchi che non sanno nulla del potenziale accordo che sto stringendo con l’Iran, cose che non sono state nemmeno negoziate ancora, persone deboli e inefficaci come il senatore fallito Thom Tillis (che presto lascerà l’incarico!), Bill Cassidy, che ha appena subito una pesante sconfitta alle primarie, il pessimo deputato Thomas Massie, un vero e proprio farabutto che ha perso in modo schiacciante contro un grande patriota americano (appoggiato da «TRUMP») dopo aver mostrato un’enorme slealtà verso il suo partito (e il suo Paese!), e quasi tutti i Dumocratici, persone che hanno perso completamente la strada, sostenendo costantemente politiche sbagliate e candidati ancora peggiori, ma che criticano costantemente ogni mia fantastica vittoria. Queste persone dovrebbero andare a casa e riposarsi, non fanno altro che creare divisioni e perdite. In altre parole, sono dei perdenti!»
Presidente Iran: «Non cederemo a richieste eccessive degli Usa»
«La Repubblica islamica non cederà in alcun caso alle pressioni e alle richieste eccessive» degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Iran: «Israele sta facendo di tutto per compromettere i colloqui»
Israele sta facendo di tutto per «compromettere» i colloqui e far saltare l’accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha rivelato in conferenza stampa il portavoce del ministro degli Ester iraniano, Esmail Baghaei. «L’entità sionista sta facendo del suo meglio per minare l’accordo e ci aspettiamo che alcune azioni da parte di Israele si ripetano durante l’intero processo negoziale»
Teheran: l'accordo non è imminente
L’Iran dichiara che Teheran e Washington hanno raggiunto intese su molte questioni nel corso dei colloqui relativi a un accordo per porre fine alla guerra, ma avverte che «un accordo non è imminente. È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussion», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei. «Ma dire che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente… nessuno può fare una simile affermazione». Per Baghei, l’obiettivo dell’Iran è porre fine alla guerra e «non abbiamo ancora discusso della questione nucleare».
Iran: l'accordo è pronto, manca l'ok finale
Washington e Teheran hanno «concordato in linea di principio» gli aspetti principali di un’intesa per provare a superare il conflitto che le coinvolge, ma per sancire l’accordo manca ancora «l’approvazione finale» del presidente Usa Donald Trump e del leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei: lo scrive il Telegraph, citando un funzionario americano. La bozza dell’accordo contempla la riapertura dello stretto di Hormuz da una parte e l’ok di Teheran a consegnare le proprie scorte di uranio altamente arricchito, ha aggiunto la stessa fonte.
Netanyahu: Trump non cederà sull'uranio
Benjamin Netanyahu spiega che il presidente americano Donald Trump «non cederà sulla richiesta di trasferire all’estero l’uranio arricchito» e «non firmerà alcun accordo finale senza assicurazioni sullo stop al programma atomico». Come riporta il Corriere della Sera, il numero uno israeliano ha vissuto una giornata tormentata di fronte alla possibilità che Usa e Iran possano trovare un accordo per mettere fine alla Guerra. Trump «ha assicurato ad Israele libertà di azione contro Hezbollah in Libano», la garanzia che gli consente di non fermare i raid. L’intesa che sembra emergere dalle varie rivelazioni non può soddisfare Bibi, che ha fatto della lotta contro lo sviluppo atomico voluto dagli ayatollah la missione della vita fin da quando è tornato al potere nel 2009 per rimanerci salvo un breve periodo all’opposizione durato 563 giorni.
Teheran: l'accordo può saltare per l'ostruzionismo Usa
L’ostruzionismo statunitense sta ostacolando i progressi verso un accordo di pace che è tutt’altro che scontato. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim secondo cui «nonostante alcuni colloqui, l’ostruzionismo statunitense persiste su alcune clausole dell’accordo, tra cui la questione dello sblocco dei beni iraniani congelati». Si tratta di questioni «non ancora risolte» e «di conseguenza, al momento c’è ancora la possibilità che non si raggiunga un accordo».
Rubio: accordo oggi con i negoziati o in un altro modo
Iran e Stati Uniti potranno raggiungere un accordo già oggi’. Lo ha annunciato il Segretario di Stato Marco Rubio da Nuova Delhi dopo che è saltato l’annuncio previsto per ieri. «Abbiamo quello che credo sia un accordo abbastanza solido sul tavolo», un accordo che «riguarda la capacità di riaprire lo Stretto» di Hormuz, ma anche «entrare nei negoziati sulla questione nucleare» iraniano. «Pensavano di avere delle buone notizie ieri sera, può essere che arriveranno oggi, ma non mi sbilancerei oltre», ha aggiunto. Ma se l’accordo non ci sarà, «risolveremo in altro modo» la questione, ha detto Rubio. Gli Stati Uniti daranno alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le «alternative», ha spiegato Rubio ai giornalisti a Nuova Delhi.

