Famiglia nel bosco, ecco il progetto per la nuova casa: «Sarà un gioiello bio». Mamma Catherine da Bruno Vespa: «Rispettate i bambini»

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham vogliono tornare a casa coi loro bambini. Anzi, in una casa nuova. I genitori della cosiddetta “famiglia del bosco” hanno presentato infatti al Comune di Palmoli la domanda di permesso per la costruzione di una nuova casa. Sempre rigorosamente in linea con i princìpi radicalmente ecologici della famiglia, ma anche pienamente a norma di legge, assicurano i professionisti vicini alla coppia. Ad annunciare l’iniziativa è stato oggi Simone Pillon, ex senatore della Lega che ora li segue come avvocato. «Si tratta di un edificio in linea con le più aggiornate tecnologie green e le normative ecologiche europee. Trattandosi di strutture in larga parte prefabbricate, è prevedibile una durata dei lavori di circa 6 mesi dalla concessione del permesso. Fino ad allora la famiglia continuerà a risiedere nell’immobile di Palmoli messo provvisoriamente a disposizione dal Comune», ha detto Pillon, augurandosi che «tutto questo contribuisca a dimostrare la serietà di intenti della coppia e a favorire il rientro dei minori in tempi brevi».
Come sarà la nuova casa della famiglia nel bosco
A fornire maggiori dettagli sulla nuova futuribile casa dei ragazzini tolti ai genitori nei mesi scorsi dal tribunale per i minorenni dell’Aquila è stata l’architetta incaricata del progetto. Maria Mascarucci ha spiegato che si tratterà di una casa in legno e blocchi di canapa da 66 metri quadrati. Sorgerà nel bosco di Palmoli, sul terreno di Nathan e Catherine, a poca distanza dal casolare dove la famiglia viveva e finito al centro delle polemiche. La nuova struttura, ha spiegato Mascarucci, sarà «perfettamente integrata con l’ambiente, con due stanze da letto, un bagno con fitodepurazione, cucina e soggiorno, un'”ossatura” in legno e tamponatura con blocchi di canapa, intonaco compreso». Insomma, «una sintesi tra sostenibilità ambientale, qualità dell’abitare e rispetto del contesto rurale». L’orientamento dell’edificio e l’applicazione dei principi del solare passivo consentiranno l’ottimizzazione termica: una vetrata strategicamente posizionata favorirà l’irraggiamento solare per scaldare quanto basta in inverno, mentre l’angolazione e le schermature naturali limiteranno il surriscaldamento estivo, migliorando il comfort climatico in modo naturale. «Il risultato atteso è una piccola eccellenza di bioarchitettura: un intervento capace di coniugare normativa, sostenibilità, riduzione dei consumi e tutela del paesaggio, trasformando un’abitazione rurale in un esempio concreto di abitare responsabile e tecnicamente fondato», già si frega le mani l’architetta. Il progetto è stato già presentato in Comune, e a conclusione dell’iter burocratico inizieranno i lavori.
Cos’ha detto Catherine Birmingham da Bruno Vespa
Per completare la strategia del rilancio e della responsabilità e convincere definitivamente i magistrati di vario grado che seguono il caso, stasera la madre Catherine Birmingham è ospite di Bruno Vespa a Cinque Minuti e Porta a Porta. «I bambini continuano a chiedere quando possono tornare a casa. Non lo sanno e non possiamo dire loro qualcosa che non sappiamo neanche noi», dice la donna a Vespa. Che ripercorrendo la dolorosa vicenda che li ha visti protagonisti, ricorda: «Abbiamo scelto di educarli a casa, semplicemente stavano seguendo il programma del sistema Steiner e io stavo appunto iniziando con quel metodo». Poi, dopo quel maledetto avvelenamento coi funghi, «sono arrivati anche i carabinieri e minacciavano di prendersi i nostri bambini: qualsiasi madre avrebbe avuto paura e avrebbe tentato di proteggere i propri figli». Alla domanda sul fatto che le autorità l’abbiano accusata di non essere collaborativa Catherine risponde che «la collaborazione richiede le due parti. Noi vorremmo chiedere che i diritti di noi come genitori e i diritti dei bambini siano rispettati». Ciò non toglie che per il futuro Catherine continui a progettare di vivere nel nostro Paese. «Sono cresciuta con degli italiani a Melbourne, la mia migliore amica a scuola era italiana, mia sorella ha sposato un italiano, ho sempre voluto tornare in Europa. Sicuramente resteremo in Italia e forniremo ai nostri figli tutto ciò che serve. L’Italia è stata molto buona con noi, abbiamo incontrato le persone più incredibili, persone che ci hanno supportato e dimostrato tantissimo amore».

