Famiglia nel bosco, la lettera aperta della madre Catherine Birmingham: «Mi hanno strappato i figli. Dovevano aiutarci, ci hanno distrutti»

«Buona Festa della mamma a tutte le mamme, in ogni parte del mondo. Oggi non è un giorno felice per questa mamma, e per sua madre». Inizia così la lettera aperta scritta da Catherine Birmingham, la madre della cosiddetta famiglia nel bosco, per oggi 11 maggio, festa della mamma. «Avrei desiderato, sperato, sognato un solo dono infinito: le braccia e il calore dei miei figli intorno a me e al loro padre. E invece mi ritrovo a dover lasciare la mia bambina in un letto d’ospedale, senza la possibilità di darle un senso di sicurezza e amore mentre soffre», scrive la donna nella missiva pubblicata da Il Centro.
Il ricovero della figlia della famiglia nel bosco
Il riferimento di Catherine Birmingham riguarda la figlia minorenne attualmente ricoverata in ospedale dopo una crisi respiratoria. I genitori possono vederla soltanto in orari limitati, una situazione che nei giorni scorsi ha sollevato forti polemiche. Secondo quanto riferito dallo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente incaricato dai legali della famiglia, il ricovero sarebbe stato disposto domenica sera 3 maggio. I sanitari avrebbero provato a contattare il padre intorno alle 22 senza riuscirci, mentre la madre non sarebbe stata avvisata nonostante fosse reperibile. Solo il giorno dopo i genitori hanno saputo che la bambina era stata ricoverata. Ai due genitori è consentito vedere la figlia soltanto per brevi periodi e sempre alla presenza di un’operatrice della casa famiglia, senza la possibilità di restare soli con lei durante la degenza.
La lettera di Catherine Birmingham
«Nessun bambino dovrebbe mai essere strappato alla propria casa, alla propria vita e alla propria famiglia. Se c’è un piccolo che soffre o una famiglia in difficoltà, dovrebbero essere aiutati, non distrutti», prosegue la donna nella lettera per la festa della mamma. «Oggi, in un giorno che celebra i sacrifici, l’amore, l’incredibile viaggio degli ultimi 9 anni, durante i quali abbiamo portato al mondo e ci siamo presi cura di loro emotivamente, mentalmente, fisicamente e spiritualmente, i nostri tre splendidi figli, vivo l’orrore di essere lontana dai miei preziosi bambini», aggiunge. «Io e Nathan vi mandiamo tutto il nostro amore e la nostra gratitudine per tutto quello che state facendo per riportare a casa i nostri figli», conclude Catherine Birmingham

